Operazione Super Santos

«Il Super Santos diventava il simbolo di tutto quello che volevi fare: divertirti, stare all’aria aperta, giocare, correre… Era un modo di concepire la vita». Roberto Saviano, “Super Santos”.

Il Super Santos è uno dei palloni più utilizzati dai ragazzi di tutto il mondo per giocare per strada. Nasce nel 1962 dall’intuizione di Stefano Seno, un operaio della Mondo spa, che si ispirò alla vittoria del Brasile nei campionati del mondo.

Da allora, ha accompagnato la crescita di milioni di ragazzi: due porte realizzate con pietre o zainetti scolastici a 9-10 passi di distanza, un Super Santos e cominciavano i sogni di gloria nell’olimpo del calcio.

E’ da questo sentimento “nostalgico” che nasce l’«Operazione Super Santos»: l’idea principale è quella di pulire il parco per riportare i bambini in piazza per farli “giocare a pallone”, come facevamo noi ragazzi 10-15 anni fa. Restituire quindi gli spazi comuni ai cittadini del quartiere Salinella, protagonisti e primi attori della vita del territorio.

E’ con questo spirito che ci incontreremo Lunedì 10 Luglio alle ore 18.30, muniti di guanti, sacchi della spazzatura, zappe e buona volontà, presso la piazzetta sita tra Via Mar Grande e Via Salina Piccola (nelle vicinanze dell’ufficio postale della Salinella).

L’invito è rivolto a tutti coloro che vorranno collaborare. Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/events/145838322633032/

Grazie a nome dei ragazzi dell’OPS – Osservatorio Permanente Salinella.

L’OPS consiglia… eventi per i prossimi giorni (dal 22 novembre)

COSA DOVE QUANDO
Natale in via Calamandrei, villaggio natalizio con il patrocinio dell’ACI. Fra le altre attrattive:

  • Mercatino natalizio
  • Babbo natale
  • Sport
  • Artisti di strada
Via Calamandrei(nei pressi della Concattedrale) Domenica 23 novembreOre 10.00 – 23.00
Premiata pasticceria Bellavista, spettacolo teatrale della compagnia Sipario AragoneseBiglietto intero: Euro 7,50

Biglietto ridotto: Euro 6,00

Teatro Padre TuroldoVia Laclos Domenica 23 novembreOre 19.00
Santa delle perseguitate, spettacolo teatrale sul tema della violenza sulle donne. In scena la storia di Santa, donna pugliese vittima di stalking. Per lei è in corso la causa di beatificazione.Biglietto: Euro 8,00 Auditorium TarentumVia Regina Elena, 122 24-25-26 novembreOre 21.00

Fabio Zavattaro racconta papa Francesco (e non solo…)

Che papa Francesco sia divenuto, ormai, un autentico fenomeno di costume è chiaro a tutti. Le sue parole sono quotidianamente su giornali, telegiornali, prime pagine dei siti web, ma soprattutto, sulla bocca di tutti. Risulta dunque interessante operare un’analisi del “fenomeno Francesco” e chi potrebbe farlo meglio di chi da più di un trentennio segue quotidianamente i papi nel loro ministero? No, non stiamo parlando di cardinali, vescovi o prelati di Curia; ma di un giornalista. Fabio Zavattaro segue i pontefici come vaticanista dal 1983, prima dalle colonne del quotidiano “l’Avvenire”, poi dai microfoni della Rai.

Nel suo ultimo libro, intitolato non a caso “Stile Bergoglio, Efetto Francesco”, Zavattaro cerca di raccontare come Jorge Mario Bergoglio stia cambiando la percezione che la gente ha del papa, cambiando ben poco di sé stesso e del suo modo di vivere il ministero episcopale.

Proprio per presentare questa opera, il vaticanista si è recato in visita al Santuario della Madonna di Fatima, a Talsano, dove si è tenuto il “libroforum” moderato dal parroco (e direttore di Nuovo Dialogo) don Emanuele Ferro.

Francesco si presentò come il papa venuto “quasi dalla fine del Mondo”, ma a ben vedere, Zavattaro ne è convinto, in termini di sfide pastorali l’America Latina è assolutamente centrale ai nostri tempi. E in quella prima uscita alla loggia delle Benedizioni sono individuabili altri elementi anticipatori di quella che poi sarebbe stata la condotta di Francesco sul soglio pontificio. Affacciato al celebre balcone accanto al neo-letto pontefice, infatti, si trovava il cardinale Agostino Vallini; non un porporato a caso, ma bensì il Vicario Generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, colui che in vece del papa guida la Chiesa Capitolina; una scelta inconsueta e volta a sottolineare la volontà del pontefice di ridare centralità al suo ruolo di vescovo di Roma. Assieme a lui, accanto al papa, il cardinale Hummes, colui che sedeva accanto a Bergoglio nella Sistina e che, con il suo invito a non dimenticare i poveri, ispirò la scelta del nome al nuovo successore di Pietro, come raccontato dallo stesso pontefice all’indomani dell’elezione.

Non sono mancate domande da parte dei presenti, in particolare sulle innovazioni che il pontificato di papa Francesco potrebbe apportare. Sullo spinoso tema del celibato dei sacerdoti, dopo aver risolutamente negato che possa essere una soluzione al problema della pedofilia nel clero (“Sarebbe un insulto per le stesse donne”, ha chiosato don Emanuele), Zavattaro ha sottolineato che già al giorno d’oggi sono presenti nella Chiesa Cattolica sacerdoti legittimamente sposati. Accade, ad esempio, nelle Chiese greco-cattoliche, nelle quali il celibato resta, tuttavia, obbligatorio per i vescovi. Inoltre, in tempi recenti alcuni sacerdoti anglicani, sposati e con famiglie, hanno lasciato la Comunione Anglicana per riunirsi a Roma. Da qui a dire che avere sacerdoti sposati possa divenire la regola, però, passa molto…

Non poteva mancare, in questo incontro, sebbene dedicato a papa Bergoglio, un ricordo di Giovanni Paolo II, del quale Zavattaro ha raccontato quasi per intero il pontificato. Nel suo racconto il giornalista ha voluto evidenziare il grande numero di santi e beati proclamati dal papa polacco. “Quando si recava in visita ad una comunità, talvolta ‘le lasciava’ un santo o un beato come esempio. Ricordo che in Papua Nuova Guinea beatificò un catechista e alla celebrazione erano presenti sua moglie e i suoi figli”.

Da conoscitore di lungo corso degli ambienti vaticani, Zavattaro ha anche rivelato ai presenti alcuni particolari poco noti, ad esempio riguardo alla rinuncia di Benedetto XVI; una scelta maturata, con ogni probabilità, già nel maggio 2012, quando fu interrotta l’alternanza dei gruppi di suore di clausura all’interno del monastero Mater Ecclesiae (attuale residenza del papa emerito, all’interno delle mura vaticane) e ne fu avviata la ristrutturazione. “I cronisti all’epoca non mancarono di notare questo fatto – racconta il vaticanista – Tuttavia non ci facemmo molto caso, pensando fosse dovuto semplicemente ad una struttura ormai datata”. A ciò si è aggiunta, in termini di curiosità soddisfatte, la conferma che papa Francesco era intenzionato a visitare l’Iraq (salvo poi essere stato dissuaso dai responsabili della sicurezza per ovvi motivi) e che probabilmente (questa è una personale certezza di Zavattaro) incontrerà alcuni profughi in fuga dall’ISIS nel corso del suo prossimo viaggio in Turchia.

L’incontro, scandito da numerose domande, si è chiuso con un lungo excursus del giornalista sul modo di raccontare i papi, dal frac prescritto ai giornalisti in vaticano sino ai tempi di Paolo VI, a qualche temerario che in tempi moderni si presenta nei Sacri Palazzi in maglietta, senza dimenticare annotazioni sui caratteri comunicativi dei diversi pontefici.

Al termine, non è mancata una lunga sessione di dediche per coloro i quali avevano acquistato il libro. Una lettura che ci sentiamo vivamente di consigliare.

Le tue idee per Taranto

Il Comune di Taranto chiama e la Salinella non risponde

Il Comune di Taranto decide di incontrare il quartiere Salinella ma sembra essere un urlo nel deserto.

Il 17 Ottobre 2014 presso l’auditorium Santa Famiglia si è tenuto l’incontro dal titolo “ Le tue idee per Taranto”.

Dal giorno 4 Luglio 2014 il Comune di Taranto ha deciso di incontrare gli abitanti di ogni singolo quartiere della città di Taranto. Il 17 Ottobre è toccato al quartiere salinella che puntualmente si è dimostrato non interessato verso queste iniziative.

In tutto questo però ci sono sempre le eccezioni che permettono di non far morire quella parola chimata speranza per un quartiere migliore. Stiamo parlando di alcuni giovani della parrocchia che presi per mano e guidati da alcuni moderatori hanno partecipato attivamente e portato a termine l’incontro.

L’incontro era diviso in varie fasi; nella prima fase ogni abitante doveva esporre le problematiche che secondo lui affliggono il quartiere. Nella seconda fase si doveva pensare a come risolvere queste problematiche. Nella terza fase invece si doveva pensare a quei servizi che mancano nel quartiere e nell’ultima fase pensare a come trovare le risorse per mettere in pratica le idee e le iniziative per rilanciare il quartiere.

L’intera platea si è attivata subito e da subito sono arrivati suggerimenti. Questi suggerimenti avvenivano attraverso dei post-it che ogni partecipante doveva dare al moderatore che con una grande capacità di sintesi doveva creare uno schema dove racchiudere tutti i suggerimenti.

Secondo voi quale fase è stata la più partecipata? Se avete risposto la prima allora avete passato almeno una giornata della vostra vita alla Salinella.

Il quartiere Salinella è un quartiere purtroppo lasciato a se stesso. Se il Comune potesse fare a meno di questo quartiere non ci penserebbe su due volte. I problemi sono svariati ma vorrei ricordarne un paio, i più “votati”; randagismo, mercato della domenica con relativa sporcizia, assenza delle forze dell’ordine per non dimenticare le buche nelle strade che sono ormai un pericolo costante e quotidiano per quei guidatori temerari che decidono di avventurarsi al quartiere salinella.

Nelle altre fasi si può immaginare soltanto quali siano state le idee proposte. Ad esempio per risolvere il problema del randagismo si potrebbe fare dei corsi per sensibilizzare la gente a sapersi relazionare con gli animali senza farsi prendere dalla paura, oppure creare un portale collegato alle forze dell’ordine dove segnalare in modo istantaneo tutto ciò che non va così da facilitare un pronto intervento nei giorni di maggiore confusione; idee che verranno poste all’attenzione degli organi competenti.

In tutto questo dov’erano gli abitanti della Salinella???? Ci si lamenta, ma poi quando c’è una possibilità se pur piccola di partecipazione preferiamo non sporcarci le mani.

Se vogliamo che il quartiere migliori allora dobbiamo essere noi i primi a volerlo a prescindere da chi amministra la cosa pubblica e denunciare ciò che non va bene, ciò che fa male alla nostra terra ed evidenziare tutte le potenzialità ed i pregi del quartiere e dei suoi abitanti.

Un quartiere che con le nostre idee e l’attiva partecipazione di tutte potrebbe essere di impulso per gli amministratori in modo tale da poter offrire, in un recente futuro, tanti di quei servizi che adesso non ci sono e che potrebbero migliorare la qualità della vita ed inculcare nell’animo di tutti un maggiore senso civico per il bene comune.

Oratorio Anspi Salinella

OPS, TORNA L’ORATORIO DELLA PARROCCHIA SANTA FAMIGLIA

Con il riprendere delle attività riprende anche l’oratorio. La comunità è chiamata a partecipare.

Arriva l’inverno con le sue tradizioni e il solito freddo. Come combattere questo freddo? FACILE vieni in Oratorio e la parola freddo si trasformerà in caldo asfissiante.

A te genitore che vai sempre di fretta e la domenica è il tuo unico giorno di riposo perchè non dedicare parte di questo tempo libero insieme a tuo figlio e alla tua famiglia accompagnandolo in parrocchia e incoraggiarlo nel gioco e nelle attività sportive.

Da quest’anno l’oratorio ospiterà tutti i ragazzi dai 6 ai 14 anni, il mercoledì pomeriggio dalle 18 alle 20 e la Domenica mattina subito dopo la messa delle 10:30 intorno alle 11:30 fino alle 12:30. Le attività saranno sempre svolte presso il centro socio sportivo parrocchiale (struttra adiacente alla parrocchia).

Le giornate sono state pensate in questo modo; il mercoledì i ragazzi seguiranno un percorso che li guiderà alla scoperta del mondo attraverso i metodi semplici ed educativi di un grande sacerdote e simbolo dell’oratorio; San Giovanni Bosco. La domenica invece è la giornata pensata per il gioco dove tutti I campi parrocchiali vengono aperti e non c’è nessun cancello chiuso. Ai ragazzi è data la possibilità di giocare a tutti gli sport che la struttura propone come ad esempio calcio, volley, basket, tennis, bocce e ballo. Ogni lunedì invece alle 19:30 si incontreranno tutte quelle persone, volontari che vogliono dare una mano per farsì che da due giorni si possa passare a tre, quattro, cinque giorni la settimana.

Se vi state chiedendo chi seguirà i vostri ragazzi non abbiate paura, perchè ci sono un gruppo di volontari tra cui mamme e giovani volenterosi che seguiti da Don Giuseppe Marino (Vice Parroco) renderanno queste giornate fredde, indimenticabili.

In conclusione, pensiamo che ad ogni ragazzo debba essere data la possibilità di esprimersi e socializzare e non c’è modo migliore per questo che incontrare nuovi amici e vivere attivamente nella propria comunità.

Per ulteriori informazioni rivolgersi al Vice parroco Don Giuseppe Marino.

L’OPS consiglia… eventi per i prossimi giorni

Se in questi giorni avete qualche serata libera che non sapete come trascorrere, ecco alcuni appuntamenti che potrebbero fare al caso vostro:

COSA

DOVE

QUANDO

Stile Francesco Effetto Bergoglio, incontro con l’autore, Fabio Zavattaro, vaticanista del TG1 Santuario Madonna di Fatima, Talsano 7 novembreOre 19.30
Cinegusto, rassegna di cibo e cinema Cinema-Bellarmino, Corso Italia 184 10 novembreOre 21.00
Noi ci proviamo & ABFO, scambio di libri, con possibilità di donarne a beneficio dei ragazzi del dormitorio ABFO (Associazione Benefica Fulvio Occhinegro), al rione Salinella. Via Pasquale Santilli 16 novembreOre 17.00

WE ARE THE CHAMPIONS!

Una notte da ricordare, una notte per ripartire

La storia di un tripudio. Avete presente quando il Real Madrid dopo aver battuto l’Atletico in finale ha sfilato nella tribuna dello stadio “Josè Alvalade” di Lisbona per ritirare la Champions League appena vinta? E’ accaduta esattamente la stessa cosa.

Alle 20.29 del 25 ottobre 2014 l’animatore della serata organizzata dall’Ufficio Missionario in collaborazione con la pastorale giovanile diocesana di Taranto, annunciava che fra tutti i gruppi giovanili delle parrocchie della diocesi di Taranto il più bello, il più significativo, quello che rappresentava meglio il tema della serata intitolata “Periferie cuore della missione” era quello realizzato dai giovani della nostra parrocchia, la Santa Famiglia, in Salinella. E così, noi giovani del quartiere abbiamo sfilato in un tripudio di esultanza e battimani fra la platea festante fino al palco su cui ci ha accolto il vescovo, Mons. Filippo Santoro, che si è congratulato consegnandoci, come riconoscimento per il primo premio conquistato, una targa ricordo.

Lo striscione raffigura un cuore diviso in quattro parti da una croce che rappresenta il modo concreto attraverso il quale Gesù ci ha amati. All’interno del cuore, nei quattro spazi, abbiamo disegnato i luoghi simbolo del nostro quartiere (stadio, parrocchia, mercato e centro accoglienza ABFO) nei quali ci proponiamo di essere testimoni dell’amore di Dio.

Il motto che abbiamo pensato riassumeva questo disegno: “La nostre missione più bella annunciare Gesù alla Salinella”.

Sappiamo molto bene di vivere in un quartiere difficile ma questo non ci ha mai spaventato. Il nostro impegno non è legato soltanto alle quattro mura della parrocchia ma, come ci chiede il Papa, siamo stati sempre pronti ad uscire per tendere la nostra mano in tutte quelle situazioni di buio, di difficoltà, di morte, perché possano essere trasformate in luoghi di luce, serenità, vita. Ci rendiamo conto che annunciare il Vangelo vuol dire dare segni di concretezza nel territorio in cui viviamo e che amiamo. Per questo motivo, grazie al supporto dei nostri sacerdoti, sono nate le varie realtà di servizio al quartiere (oratorio, Caritas, la scuola calcio per i più disagiati, l’OPS – Osservatorio Permanente Salinella, ecc). Questo è un impegno che già da tempo abbiamo preso e che, con l’aiuto di Dio, in diversi ambiti sta portando i suoi frutti. Ma non possiamo permetterci di cullarci sui risultati ottenuti: il nostro quartiere ha bisogno di giovani desiderosi di lottare per un cambiamento di rotta che sia definitivo.

Christian Cesario

Dal Giro d’Italia all’Ilva: quatto chiacchiere con Gionatan Scasciamacchia

Intervista a 360° a Gionatan Scasciamacchia, giovane Assessore del Comune di Taranto: quattro chiacchiere sul Giro, l’Ilva, la differenziata e la situazione delle periferie

 

1997-2014: dopo 17 anni torna il Giro d’Italia. Cosa significa, per la città di Taranto, la presenza di questo evento nazionale in un contesto sociale e politico macchiato dagli avvenimenti legati all’Ilva?

Il Giro d’Italia è stato un evento eccezionale perché ha visto la partecipazione di migliaia di cittadini, ma soprattutto tante persona che hanno dimostrato quanto sia importante la collaborazione, perché senza la gente non avremmo mai potuto ottenere un risultato così importante. Ma vedere tante persone contente, studenti, ragazzi, bambini, vedere tutte queste persone felici ci ha fatto veramente un grande piacere, anche perché era un evento che mancava da Taranto da 17 anni. Abbiamo pensato alla partenza per due motivi: il primo per rendere questo atto più convenevole e creare un clima familiare, anche perché l’arrivo crea soltanto attesa e l’emozione dura pochissimi secondi; quindi alla fine il tempo è davvero minimo per godere questi pochi istanti; e la seconda è perché la partenza costa di meno rispetto all’arrivo (circa 30.000€ contro gli 80.000€ dell’arrivo, somme finanziate dalla Regione Puglia, tramite l’assessore Minervini, mentre per quanto riguarda gli eventi collaterali sono stati finanziati da Puglia Promozione). Quindi il costo comunitario è stato pari a zero, e abbiamo solo speso circa 300.000€ (precisamente 287.000€) per rifare il manto stradale, specialmente quello delle strade coinvolte nel Giro d’Italia.

Questi 287.000sono fondi stanziati dal Comune di Taranto oppure dalla Regione Puglia?

giro a tarantoIl capitale è stato prelevato dai fondi comunali, ma non abbiamo utilizzato ciò che era stato previsto per il rifacimento delle altre zone della città. Per il rifacimento del manto stradale, le nostre previsioni si aggirano intorno ai 1.500.000€, divisi in tre lotti, e questi 300.000 sono stati prelevati da altri capitoli di bilancio: quindi, non abbiamo tolto risorse ad altre parti della città. L’amministrazione comunale ha stabilito il percorso anche in base alle strade che dovevano essere ristrutturate e ripristinate per l’occasione, risparmiando ulteriori fondi e creando un tragitto ad hoc.

Giustifica ciò anche a fronte dello stato di abbandono delle strade periferiche? Ci sono piani per il rifacimento di queste?

Assolutamente si. Abbiamo suddiviso la città in tre parti: quartieri Paolo VI e Tamburi, zona Borgo-Salinella e San Vito-Lama-Talsano. Sono tre lotti distinti e separati: abbiamo fatto un progetto che possa ricoprire l’intero rifacimento del manto stradale di Taranto. Le strade percorse al Giro erano in pessime condizioni: basti pensare a Via Garibaldi che era assolutamente inguardabile oppure il cavalcavia della ferrovia, nei pressi del porto Mercantile. Uno dei criteri per la manutenzione stradale è proprio la quantificazione delle auto che percorrono queste strade, quindi maggiore è il flusso veicolare e maggiori sono le possibilità di realizzare queste opere. Meno strade vengono percorse e più bassa è la loro priorità.

Dopo la disfatta del Pattinodromo in occasione della festa di San Giuseppe, abbiamo appreso dalle varie testate che la struttura sarà ristrutturata con risorse comunali: ci può dare ulteriori informazioni? Quali sono le tempistiche per la manutenzione ordinaria dell’impianto ed i costi che il Comune stesso sosterrà?
20140313_154045Una delle condizioni più importanti è stata quella di cercare di modificare quel bando, anche perché nessuna aveva partecipato all’affidamento di quella struttura, e abbiamo rivisto attraverso una delibera di giunta le modalità di affidamento. Il Comune di Taranto provvederà a ripristinare le parti che sono state divelte. Prossimamente, avremo un incontro con tutti gli organi di competenza interessati per cercare di trovare una soluzione al problema del mercatino delle pulci, che è adiacente al pattinodromo. Dopo aver ripristinato il tutto, si darà avvio alle nuove pratiche per l’affidamento. Tempi stimati? Non più di due mesi, verso la fine dell’estate dobbiamo avere già tutto pronto visto che verso settembre inizia la nuova attività sportiva.

Per prevenire ulteriori atti vandalici, il Comune ha valutato delle azioni per garantire la sicurezza dell’impianto sportivo?

Per quanto riguarda la vigilanza e la sicurezza, non è soltanto compito del Comune risolvere queste problematiche: in questi casi, è chiamata in causa l’intera cittadinanza perché l’inciviltà di alcune persone danneggia sempre la propria città. Bisogna cambiare mentalità e modo di vivere, affinchè si possa instaurare un rapporto istituzioni-cittadino. C’è ancora tanto da lavorare per cambiare questo stato culturale, specialmente in un quartiere come la Salinella. Il pattinodromo è stato divelto da ragazzini che volevano utilizzare le travi per il falò di San Giuseppe, un gesto vile da parte loro. Una ditta si è aggiudicata la gara una ditta che provvederà a ripristinare sia il campo scuola che il pattinodromo.

Il senso civico potrebbe portare anche alla realizzazione della Cittadella dello Sport sulla base del progetto esposto dall’avv. Russo e Boldoni?

Il senso civico è una questione che deve esistere in tutti quanti noi, in tutta la città: anche il non buttare la semplice carta per terra deve rientrare nel DNA del cittadino tarantino perché deve vedere la città come la sua casa. La Cittadella dello Sport è un passo importante anche perché c’è un’attenzione da parte della città e di tutta la Taranto sportiva. E’ un percorso difficile ma non impossibile: potrebbe, sicuramente, diventare un bene ed un patrimonio per questa città.

Sarebbe significativo anche se venisse fatto in un territorio come il quartiere Salinella?

Assolutamente sì, è proprio questo il nostro obiettivo. Ci sono delle aree comunali abbastanza ampie e predisposte ad ospitare la Cittadella dello Sport, come la zona adiacente al Palafiom. Non possiamo, assolutamente, trascurare le strutture esistenti: sarebbe come edificare una cattedrale in un deserto.

Potremo vedere cambiamenti nel quartiere, nell’immediato futuro?

Lo spero vivamente, anche perché possiamo fare tutti gli eventi sportivi immaginabili, come il Giro d’Italia, tornei internazionali di tennis da tavolo, però se non lasciamo qualcosa di concreto alla città, sarà stato vano il nostro lavoro. Questa è la mia preoccupazione maggiore:  non poter realizzare queste strutture che abbiamo in serbo di realizzare, con l’amministrazione comunale. E’ un lavoro di squadra, non bisogna mai sbagliare nulla altrimenti si fanno solo passi indietro. Ognuno di noi della giunta e del consiglio comunale ha prefissato di realizzare qualcosa di concreto per la città: è necessario realizzare strutture di questo genere per lasciare qualcosa di concreto alle prossime generazioni ed alle prossime amministrazioni.

Recentemente, nel nostro quartiere, ha preso inizio la raccolta differenziata per quanto concerne i rifiuti organici su richiesta degli abitanti stessi: l’iniziativa ha preso piede solo nel nostro quartiere oppure ci sono state altre richieste nelle varie zone della città?

La raccolta differenziata l’abbiamo fatta partire con l’organico nella zona di via Lago d’Alimini: un passo importante, considerata l’assenza dei contenitori adibiti alla raccolta indifferenziata. Abbiamo messo questi cassonetti anche contro la volontà di alcuni cittadini: ognuno di loro possiede una chiave con cui poter aprire il cassonetto condominiale, in modo tale che nessuno possa andare a gettare qualche rifiuto che non sia tra quelli indicati dal contenitore.  E’ sicuramente un progetto che abbiamo intenzione di diffondere nell’intera città per rendere Taranto più vivibile. Molti rifiuti vengono anche lasciati la domenica durante il mercatino delle pulci: a breve si concluderà un bando per l’assegnazione dei posti ed attraverso le varie adesioni avremo un controllo più accurato dell’intera area.

Randagismo alla Salinella: cosa ne pensa?

Il randagismo è un fenomeno ormai diffuso,  che però trova a stento una soluzione. Qui dovrebbe intervenire l’autorità competente, l’ASL (Azienda Sanitaria Locale). Il problema è sempre lo stesso: carenza di strutture da adibire per l’accoglienza di questi cani. Non tralasciamo che questo fenomeno è comune a tutte le città d’Italia. Inoltre, le normative vengono cambiate frequentemente ed è eclatante il caso del canile a stabulazione di Paolo VI che, una volta aperto, è risultato essere fuori norma a causa di alcune leggi modificate durante la sua realizzazione.

Qual è il suo pensiero da cittadino in riferimento a ciò che sta succedendo in città riguardo il caso Ilva ed il rischio ambientale? Quali potrebbero essere le mosse comunali?

Il sindaco ha fatto tutte le procedure per evitare un aggravamento dell’inquinamento. Il Comune, purtroppo,  ha poco competenza in materia ambientale, tranne per alcune emergenze per le quali l’intervento deve essere autorizzato dagli organi competenti come l’Arpa. Quando questa afferma che tutto è in regola,  il Comune non può provvedere a nessun tipo ordinanza. Viceversa, il Comune è sempre intervenuto con richiami in modo tale che l’inquinamento dell’ILVA rientrasse nei limiti di legge. Il problema è risolvibile solo attraverso una riambientalizzazione, bonificando le varie aree. In questa condizione non si può continuare ad operare: di fronte alla grande disoccupazione, l’ambientalizzazione dovrebbe portare anche numerose risorse sul territorio, senza le quali non riusciremo a risolvere il problema lavoro.

Anche se queste aziende sono, per la maggior parte, del nord?

Confermo. Bisogna puntare sulla bonifica: è l’unica strada percorribile in questo momento. Far chiudere l’ILVA significherebbe aumentare il tasso di disoccupazione e creare, quindi, un ulteriore aggravamento della situazione lavorativa dei vari cittadini tarantini.

Intervista a cura di Christian Cesario e Francesco Moretti

Che forma ha l’amore?

Caro fratello,

ora ti racconto di quando ho avuto paura e di come, guardandoti negli occhi ho, smesso di farlo…

Sì, perchè tu e io ci siamo solo guardati.

Mi hai stretto la mano e mi hai detto: “Mi sei simpatica, mi fido di te… voglio raccontarti la mia storia”. E così, come un fiume in piena, hai iniziato a parlare, a raccontare, a ricordare…così … Hai esordito dicendo: “Sono partito ad ottobre, l’11 … è stato allora che ho salutato la mia famiglia! La fragilità che in questi giorni mi accompagna rendendomi tanto fragile questa sera l’ho messa da parte, perchè non aveva senso, o forse si. Ti racconto di come ho avuto paura, perchè quelle nostre mani che si sono intrecciate, so che presto si scioglieranno… ho paura perchè tutte le cose belle finiscono, anche se dopo quest’avventura non ci credo più molto a questa frase. Ho paura per ognuno di voi e prego ogni giorno perchè possiate avere un futuro degno di essere chiamato tale, perchè possiate trovare quella pace e serenità che ogni giorno chiedete, prego perchè possiate trovare tante brave persone sul vostro cammino. Poi però vi guardo. Guardo i vostri occhi, i vostri sorrisi, ascolto le vostre voci e smetto di avere paura…cari fratelli se mettiamo insieme le varie parti dei nostri cuori, alcuni più forti, altri più deboli… riusciremo a formarne uno solo… un grande cuore a forma di Africa, a forma di Amore … che poi l’Amore che forma ha? ha la forma di ognuno di NOI… noi che ormai siamo la stessa persona! Buona vita fratelli miei!”

 

Un cuore d’amore a forma di AFRICA

Quest’oggi vogliamo raccontarvi, tramite la testimonianza di una giovane ragazza dell’OPS – Osservatorio Permanente Salinella, Ylenia, l’emergenza profughi che, da circa un mese, vede coinvolti i volontari dei vari gruppi/associazioni parrocchiali in un’esperienza unica, fatta con amore, aiutando il prossimo in difficoltà.

 

Ciao a tutti… vorrei condividere con voi l’esperienza che io insieme ad altri ragazzi stiamo facendo da qui a un mese… un mese,un lungo mese…precisamente da quando sono iniziati gli sbarchi dei profughi al porto di Taranto…abbiamo iniziato a fare servizio come volontari alla palestra Ricciardi, proprio nei primissimi giorni di emergenza, situazione non molto semplice… famiglie intere,bambini, donne,uomini, anziani… tutti messi in una palestra, uno sopra l’altro, però TUTTI grati al Signore per il dono della vita, per il fatto di essere arrivati sani e salvi!!! Poi una sera Serena, una delle mie “compagne di viaggio”  mi chiama e mi dice: “Yle io vado al baby club (altra struttura adibita allo smistamento degli immigrati), che fai vieni anche tu?” io e l’inglese non eravamo molto amici, l’idea di avvicinarmi a dei ragazzi senza genitori, soli in una città che non conoscevano,mi destabilizzava… però mi sono buttata!!! Mi è bastato incrociare i loro sguardi, provare a conversare con loro aggiungendo ogni 3 parole: one moment( e correvo da Serena)… 24 lunghissimi giorni, tutti i giorni … non poteva finire la mia giornata senza incrociare il loro sguardo, senza poter ascoltare il suono della loro voce, senza poter giocare, ridere, scherzare e trascorrere del tempo con loro… tutti pensano “vado a dare una mano, vado a dare amore, vado a… NO loro mi hanno aiutato,loro mi stanno dando amore… ” Ho trovato dei fratelli,ho aperto loro le porte della mia casa, ho detto loro che sono parte della mia famiglia… si FAMIGLIA perchè non importa il colore della pelle,la religione, la lingua … si è fratelli quando si ha il cuore simile…mi dice sempre uno dei miei amici: forse il mio Dio e il tuo Dio volevano che ci incontrassimo.E poi: pregherò affinchè tu possa stare sempre bene, e possa stare con noi… poi le prime partenze,i primi distacchi … fino a domenica dove sono partiti 22 ragazzi… e allora ho capito che il mio cuore di ghiaccio si era sciolto del tutto(o quasi,non esageriamo adesso)…le lacrime, gli abbracci improvvisi… un tonfo al cuore… abbiamo pensato,buon viaggio fratelli ci rivedremo presto… 12 ore dopo la prima chiamata, uno dei più piccoli: “one moment curnù it’s ok …” allora ho capito che le cose non accadono per caso, che tutto questo non è solo un caso… certi incontri non possono passare inosservati, quante cose trovi mentre stai cercando altro … ci sentiamo con loro tutti i giorni, andremo presto a trovarli… e avevamo paura che questo amore non saremmo più riusciti a donarlo dopo quella partenza… e invece no !!! una parte del nostro cuore è partita con loro, e lunedì è tornata con l’arrivo di altri fratelli… abbiamo insegnato loro volare, 10 ragazze per me, agaciuff… ormai il nostro è UN CUORE A FORMA DI AFRICA, CHE STRABORDA D’AMORE … ora amici la stessa domanda che è stata fatta a me vorrei farla a voi: io questa sera vado al baby club, che fai vieni anche tu? BUONA GIORNATA A TUTTI!!!

 

 

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