Rischio idrogeologico, sbloccata la procedura per la variante PAI

E’ un’ottima notizia quella che abbiamo ricevuto ieri in merito al dissesto idrogeologico: si è finalmente concluso il procedimento di approvazione della variante PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) che identifica le aree di rischio del quartiere ubicato nel sedime della Salina Piccola, e che sarà sancita da un DPCM finale.

Il provvedimento segue l’incontro DPP – Dove Provare è Possibile organizzato dal Comune di Taranto presso il nostro quartiere lo scorso 5 marzo e durante il quale abbiamo potuto approfondire l’argomento e, inoltre, consegnare le 701 firme raccolte dal nostro Osservatorio durante gli ultimi mesi.

Cosa significa questo provvedimento? Lo spiega in una nota l’assessore Ubaldo Occhinegro: È un passaggio burocratico importante che sblocca la procedura amministrativa identificando la situazione dell’area ante operam; subito dopo, chiusi i rilievi richiesti dall’Autorità di Bacino del canale, quest’ultima si potrà esprimere su parere post operam, ovvero sul piano di mitigazione del rischio idrogeologico presentato anni fa dal Comune ed ancora fermo”.

Ulteriori informazioni sono fornite dall’assessore Motolese: “Lo stralcio del progetto esecutivo riguardante l’eliminazione del rischio nelle aree già urbanizzate sarà redatto immediatamente dopo il via dell’adb e sarà inserito nell’elenco delle opere di mitigazione idraulica a più elevata priorità e dunque candidabile a finanziamenti ministeriali e regionali. Lavoreremo già da subito per realizzare lo stralcio del progetto di mitigazione complessivo riguardante la definitiva eliminazione del problema degli allagamenti nelle aree costruite, e comprendente la rete della fogna bianca, il sistema di canalizzazioni e delle grandi aree a parco con bacini di laminazione. Questi ultimi rappresentano un luogo di salvaguardia della biodiversità e dell’ecosistema palustre della salina piccola ma anche un occasione di rigenerazione urbana per la Salinella”.

E’, quindi, un passaggio dovuto del quale eravamo venuti a conoscenza durante l’incontro DPP e per il quale già il giorno dopo avevamo sollecitato l’Autorità di Bacino. Un ottimo risultato, di quelli che si ottengono quando c’è dialogo e qui, alla Salinella, il dialogo con l’amministrazione mancava da molto tempo.

Prossimo step: è necessario che il Comune effettui alcune verifiche tecniche richieste da AdB e per le quali solleciteremo già nella giornata di domani.

DPP Dove Provare è Possibile, la Salinella risponde PRESENTE

È stato un incontro molto positivo quello di ieri, 5 marzo, presso l’auditorium della parrocchia Santa Famiglia e alla presenza degli assessori Ubaldo Occhinegro, Massimiliano Motolese e Paolo Castronovi, dei consiglieri comunali Gianni Azzaro, Dante Capriulo, Carmen Galluzzo e Cisberto Zaccheo, e dell’Ing. Francesco Rotondo. Positivo per il costruttivo dialogo che si è instaurato con assessori e consiglieri, ma anche per la partecipazione attiva da parte degli abitanti del territorio – a detta di molti si è trattato dell’incontro a cui ha partecipato più gente.

Il tema dell’incontro riguardava la qualità della vita, per la quale nei giorni scorsi vi avevamo chiesto una definizione che ieri abbiamo potuto riassumere in “assenza di dialogo con l’amministrazione”, portando sul tavolo diversi esempi concreti di segnalazioni – alcune di un certo spessore – per le quali il nostro Osservatorio non ha quasi mai ottenuto riscontro da parte di chi ci amministra. Tra questi, abbiamo fatto l’esempio dell’autorizzazione richiesta quasi due anni fa per l’installazione della nostra Little Free Library e non ancora ottenuta, e la mancata rimozione degli scarti di bitume su via Golfo di Taranto, successiva al ripristino dei tombini rubati a gennaio 2018 e mai effettuata dal maggio dello scorso anno (mese in cui i nuovi tombini furono installati).

Ne abbiamo approfittato per consegnare le 701 firme raccolte dal nostro Osservatorio negli scorsi mesi – le VOSTRE firme – per sensibilizzare il Comune sul tema del rischio idrogeologico che pende sulle teste dei nostri abitanti, sui seggi elettorali che qui mancano, così come sulla richiesta di un’area sgambamento cani.

Proprio sul rischio idrogeologico, tema sul quale i cittadini si sono dimostrati piacevolmente preparati, si è incentrata parte del dialogo. Dall’intervento dell’Ing. Rotondo abbiamo potuto recepire ulteriori informazioni sullo stato dell’arte, ovvero la necessità di dichiarare l’area a rischio idrogeologico. Si tratta di competenza dell’Autorità di Bacino, e nei prossimi giorni contatteremo il Commissario per le Bonifiche di Taranto, Dott.ssa Vera Corbelli, per chiedere lumi.

Non sono mancati altri interventi: vi è stata, infatti, la possibilità di ascoltare esempi virtuosi di chi ama la propria terra e si batte per migliorarla, come Fiorella Occhinegro per l’ABFO Associazione Benefica Fulvio Occhinegro, Daniele Nuzzi e Simona Internò del Centro Cultura “G. Lazzati”, o ancora Carmine Carlucci per l’Osservatorio sulla Qualità della vita e diversi altri abitanti del territorio.

Il nostro è un territorio vivo, partecipe, consapevole della sua importanza nel tessuto cittadino, delle sue mancanze ma anche delle sue ricchezze e belle realtà. “Non esiste centro senza periferia, e non esiste periferia senza centro”. È un concetto in cui credevamo e crediamo ancora oggi, ed è da quello che vogliamo ripartire con lo stesso spirito collaborativo che ha sempre contraddistinto le nostre attività e con l’augurio che a questo dialogo corrispondano presto le azioni concrete di cui il territorio ha bisogno.

Sequestro Salina Grande, in che condizioni è la Piccola?

Desta non poca preoccupazione l’ordinanza del Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, con la quale si pone sotto sequestro l’intera Salina Grande a seguito delle note con cui il Commissario Straordinario per le Bonifiche ha informato l’amministrazione riguardo il “superamento della Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) dei seguenti parametri: Arsenico, Berillio, CH >12, Stagno, Tullio, Vanadio e Cobalto“.

L’area in questione è la stessa in cui passerà (passa già, ma i lavori non sono ancora ultimati) la nuova tangenziale SUD, la cui costruzione fu bloccata nel 2016 dal GIP Patrizia Todisco in quanto si scoprì che vi si scaricavano rifiuti provenienti da demolizioni, in violazione al Testo Unico in materia ambientale (D.Lgs. 152/2006) e, soprattutto, nelle immediate vicinanze verrà costruito il nuovo Ospedale San Cataldo.

Non solo, si tratta di un’area immediatamente prospiciente a quella della Salina Piccola, su cui parte del quartiere è stato costruito:

In celeste la Salina Piccola, in giallo la Salina Grande e in rosso l’area dove dovrebbe essere realizzato il futuro Ospedale San Cataldo

Proprio per questo motivo, lo scrivente Osservatorio chiede che, a tutela dei residenti del quartiere Salinella, siano poste in essere tutte le opportune verifiche ed opere per la salvaguardia della salute delle persone.

Vogliamo e abbiamo il diritto di sapere se anche la Salina Piccola, lontana dalla grande industria quasi alla pari di quella Grande ma più vicina ai cittadini, risulta essere inquinata allo stesso modo.

Mercati settimanali, la legalità passa anche dal rispetto per il territorio

Leggiamo ed approviamo il comunicato stampa inviato lo scorso 15 febbraio a tutte le testate locali da Pietro Berrettini (Felsa) e Antonio Bosco (Adiconsum) e relativo alla promozione di senso civico e legalità in occasione dei mercati settimanali, comunicato in cui si esprimono «soddisfazione e gratitudine nei confronti delle Forze dell’Ordine per l’attività di controllo del territorio e per l’azione repressiva poste in essere, nei giorni scorsi, contro parcheggiatori abusivi operanti nei pressi del mercato rionale di Salinella, a Taranto». E, ancora, si parla di violazione del «decoro della città» e scalfittura della «dignità non solo dei concittadini e degli operatori commerciali ma anche di migliaia di forestieri».

Condividiamo in toto quanto le associazioni di categoria affermano, ma ci permettiamo di integrare il suddetto comunicato sottolineando quanto il senso civico, la legalità e il rapporto sociale partecipativo debbano passare anche dal rispetto per gli abitanti del territorio da parte dei mercatali.

Dopo ogni mercato settimanale (mercoledì e venerdì) gli abitanti sono infatti costretti a convivere con le buste lasciate lì dagli operatori. Le stesse finiscono poi trascinate dal vento negli esercizi commerciali, nella vicina parrocchia della Santa Famiglia Taranto, nelle abitazioni o, peggio, nei terreni dove vengono a svernare gli aironi. Per non parlare poi dello slalom che gli automezzi sono costretti a fare per evitare i cartoni lasciati sulla strada dagli addetti alle pulizie:

Come già scritto, è tutto ormai rituale, avviene ogni mercoledì, venerdì ma anche la domenica. Le fotografie su riportate ci sono state inviate nel tempo dai residenti e testimoniano quanto affermiamo. Considerato l’oramai nullo interesse delle diverse amministrazioni che si sono succedute negli anni (in particolar modo riguardo l’oramai annoso problema del “mercatino delle pulci”), non ci resta che confidare in Felsa e Adiconsum che, ne siamo sicuri, potranno e sapranno dare il proprio valido contributo affinché il problema sia definitivamente risolto.

Via Lago di Montepulciano, urge rivederne la viabilità

Quello in fotografia è l’incrocio tra via Lago di Montepulciano e via Candelli, teatro sabato 9 febbraio dell’ennesimo incidente stradale, tra l’altro di una certa gravità:

Senza entrare nelle dinamiche dell’incidente, è indubbia la necessità di rivedere qualcosa nella viabilità di via Lago di Montepulciano (e di un po’ tutto il quartiere).

Solo in questo punto specifico vi sono uno “Stop” la cui segnaletica orizzontale è ormai scomparsa, e vi è il tratto di strada che dal piazzale del mercato collega a via Candelli (in foto è quella con i cassonetti) che è a senso unico ma è percorso un po’ da tutti a doppio senso per accorciare.

E non solo: la stessa via Lago di Montepulciano è lunga e purtroppo percorsa ad alta velocità, comincia al Campo Scuola e finisce subito dopo la Clinica Villa Verde, dopo aver attraversato via Lago Maggiore e via Golfo di Taranto, altro incrocio pericoloso in cui si sono registrati e si registrano tutt’ora incidenti stradali e per il quale i residenti chiedono una rotatoria da anni:


Il nostro Osservatorio contatterà nei prossimi giorni l’#amministrazioneMelucci per cercare di capire cosa si può fare per risolvere questi problemi, in particolar modo considerando che in questa via il traffico veicolare aumenterà nel momento in cui verrà aperta la tangenziale che collegherà il quartiere al Ponte Punta Penna. 

Rischio idrogeologico e oasi della Salina Piccola, il servizio di Tarantini Time

Ancora un servizio sulle problematiche idrogeologiche del quartiere Salinella, questa volta è il turno di Zona Franca, con Pino Pittaccio e le telecamere di On air Social Time – web Tv e Tarantini Time.

Li abbiamo incontrati domenica scorsa, 27 gennaio, ed abbiamo parlato con loro del rischio che corre il quartiere, delle iniziative messe in campo per risolvere, ma anche dello splendore della Salina Piccola:

Siete ancora in dubbio sul firmare o meno la nostra petizione? Che aspettate?

#staySalinelled e fate girare!

Rischio idrogeologico, il servizio di Telenorba

Sono davvero poche – si contano sulle dita di una mano – le testate giornalistiche locali che hanno ripreso e approfondito il nostro comunicato stampa sul rinvio, da parte dell’#amministrazioneMelucci, dei lavori per l’eliminazione del rischio idrogeologico nel quartiere Salinella.

Oggi ringraziamo Telenorba e in particolare Francesco Persiani per aver dato voce, a livello regionale, ai cittadini della Salinella. Il servizio è andato in onda questa mattina, 2 febbraio, durante il tg delle 7.30:

Vi ricordiamo che è sempre possibile firmare la nostra petizione, più siamo e meglio è.

#staySalinelled

Rischio idrogeologico, l’Autorità di Bacino conferma: è tutto nelle mani del Comune

E’ di qualche giorno fa il nostro comunicato stampa relativo al rinvio dei lavori di messa in sicurezza idrogeologica del quartiere Salinella.

Nel comunicato scrivevamo che avevamo provato a contattare l’Autorità di Bacino della Regione Puglia, chiedendo (il 4 dicembre e il 17 gennaio) se il progetto dell’Ing. De Marco – inserito nella relazione tecnico-illustrativa (tavola R01) e presentato nell’ottobre 2016 – dovesse ritenersi superato e, in tal caso, fosse attualmente in corso l’elaborazione di uno nuovo.

La risposta l’abbiamo ricevuta ieri e non ci sorprende, essendo di fatto l’amministrazione comunale a fare da collo di bottiglia: l’Autorità di Bacino, esaminata la documentazione disponibile agli atti in relazione all’intervento specificato in oggetto, comunica che per le opere contemplate nel Progetto di fattibilità economica delle opere per la messa in sicurezza della Salinella è in corso un approfondimento tecnico da parte del comune di Taranto.

Aggiornamento del 25 gennaio: abbiamo prontamente girato il documento al Dirigente dell’Urbanistica del Comune, Dott. Rotondo, chiedendo lumi sulle verifiche tecniche che da indiscrezioni dovrebbero avere un costo esiguo. Il Dott. Rotondo ci ha confermato che il tutto è di competenza dei Lavori Pubblici, noi abbiamo inoltrato tutto al Dott. Netti (Dirigente LL.PP.) e siamo in attesa di risposta.

Rischio idrogeologico alla Salinella, il Comune rinvia tutto al 2021

Inverno, periodo di piogge e dei soliti e continui disagi nel quartiere Salinella ma non solo. E’ infatti un periodo vissuto spesso con apprensione da quei cittadini che, nel corso degli anni, hanno subito danni a volte irreparabili e perso quanto avevano nelle cantine.

Sono diverse le date che ritornano immediatamente alla memoria degli abitanti della Salinella: 6 e 7 settembre 2011, 8 luglio 2013, 16 ottobre 2015, 8 settembre e 11 novembre 2017, così come testimoniato dalla raccolta fotografica da noi effettuata…e se fossimo superstiziosi dovremmo cominciare a fare gli scongiuri, considerando che si tratta di date con anno dispari ed è appena cominciato il 2019:

Da qualche settimana il nostro Osservatorio ha lanciato una raccolta firme per una petizione la cui richiesta principale è la messa in sicurezza idrogeologica della Salinella (NOTA: a chi volesse approfondire l’intera questione consigliamo di leggere l’articolo fino in fondo). La raccolta firme non è ancora stata chiusa e presentata, ma già abbiamo qualche risposta: il Comune di Taranto ha rinviato i lavori al 2021.

Il Comune aveva infatti inserito i lavori di eliminazione del rischio idraulico nel piano delle opere triennali 2018-2020, pianificandoli per il 2020:

Ripristino idraulico Salinella 2020

Ripristino idraulico Salinella 2020

Purtroppo, e nonostante la palese urgenza, l’amministrazione Melucci ha ulteriormente rinviato di un anno i lavori, spostando tutto al 2021:

Come Osservatorio ci riesce difficile capire quali siano le ragioni di questo rinvio. La stessa amministrazione nelle delibere 310/2018 (penultimo capoverso a pagina 4) e 312/2018 (terzultimo e penultimo capoverso sempre a pagina 4) conferma, ad esempio, l’importanza della perequazione per risparmiare ma nello stesso tempo di contemperare ai legittimi interessi ed aspettative dei cittadini (che, ad esempio, attendono la realizzazione di un parco da oltre quarant’anni).

Quello che appare evidente è una precisa volontà dell’amministrazione di volersi cautelare solo a livello burocratico, mentre è in realtà decisa a non effettuare nessun intervento nel quartiere, sia per la sua messa in sicurezza che per la realizzazione di un parco.

E’ un atteggiamento che di fatto si cerca di giustificare con l’alibi della mancanza di disponibilità finanziarie, ma nello stesso momento si assume l’impegno di spesa di 14.500.000€ per l’ampliamento/raddoppio del cimitero di Talsano, tutto ciò nonostante il Comune abbia in corso di assegnazione a mezzo bando e tramite project-financing la realizzazione di un parco cimiteriale – il “Leonida“, proprio qui alla Salinella.

Non riusciamo a comprendere quale sia la priorità di attuazione della suddetta opera rispetto alla messa in sicurezza del quartiere, poiché non crediamo che in città si possa prevedere una “utenza” tale da giustificare l’esistenza di n. 3 cimiteri.

Al momento, di prioritario c’è la repentina quanto appropriata chiusura dei sottopassi di via Ancona nei giorni di forte pioggia, ma ci chiediamo se qualcuno nelle stanze di Palazzo di Città si sia mai soffermato sul fatto che la Salinella è sita ben più sotto rispetto a via Ancona stessa.

E ancora, come non sottolineare l’inerzia dell’amministrazione nei confronti della Commissario alle Bonifiche, che si è avocato il diritto di riesaminare la validità del Piano di messa in sicurezza dell’ing. De Marco? Ad oggi non risulta che si sia espressa (noi abbiamo provato a contattarla a mezzo mail e PEC, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta). Ci sarebbe di fatto la concreta possibilità di erogazione di finanziamenti per la realizzazione delle opere (tenuto conto che quelli previsti dalla Regione risultano al momento scaduti e che la stessa Amministrazione ha quest’anno eliminato la poco credibile fonte di finanziamento dalla Cassa Depositi e Prestiti, inserita lo sorso anno nel piano triennale delle opere).

Edit 23 gennaio Lo stesso Commissario alle Bonifiche, da noi interpellato il 4 dicembre scorso, ha confermato che è tutto nelle mani del Comune: l’Autorità di Bacino, esaminata la documentazione disponibile agli atti in relazione all’intervento specificato in oggetto, comunica che per le opere contemplate nel Progetto di fattibilità economica delle opere per la messa in sicurezza della Salinella è in corso un approfondimento tecnico da parte del comune di Taranto.

Così come fatto finora, il nostro Osservatorio continuerà a premere e far sentire la voce del territorio, affinché sia definitivamente eliminato un rischio idrogeologico che pende sulla testa dei cittadini.

 


 

Approfondimento: perché si parla di rischio idrogeologico? Proviamo a saperne di più, grazie alla Relazione Tecnico Illustrativa datata ottobre 2016 a firma dell’Ing. Michele De Marco, facente parte della documentazione per gli interventi di Messa in Sicurezza Idraulica nell’ambito della “Variante al vigente Piano Regolatore Generale relativa alle aree contermini al CEP‐Salinella approvata con Delibera di G.R. n. 128 del 31/01/2011”, e che abbiamo salvato qui.

L’AREA DELLA SALINA

Il quartiere della Salinella si trova in una conca rispetto al resto della città e prende il nome proprio dalle vaste aree paludose che vi insistono. L’area fu oggetto di bonifiche già a partire dalla dominazione francese e poi nel periodo seguente all’unità d’Italia, con interventi volti a debellare la malaria, poi conclusi fra le due guerre. La zona presa in considerazione per lo studio è quella che va a Nord dalla Strada Provinciale n°176 e da un tratto di Via Ancona, ad Ovest da via Scoglio del Tonno, a Sud e ad Est da terreni coltivati, è mediamente in una depressione a 14 metri sul livello del mare ed è identificata sulla cartografia IGM serie 25 con il toponimo “Salina Piccola”:

CONFORMAZIONE

La conformazione geomorfologica dell’area è a strati: quello più profondo è spesso 1 km ed è formato da rocce calcaree. Su queste poggia uno strato di argilla dello spessore di 80 metri circa e più in superficie, arenarie calcaree, limi argillosi e sabbiosi di spessore massimo di 2 metri ed infine, nell’area della Salina Piccola, insistono importanti quantità di residui inerti provenienti da recenti attività edilizie abusive, spesso anche ad elevato rischio ambientale.

LE ACQUE

Le piogge riescono a permeare gli strati dei residui edili e del limo argilloso, ma la loro permeazione nel terreno viene arrestata dai limi argillosi, trovando come unica strada verso il sottosuolo, qualche frattura del terreno, comunque del tutto insufficiente a drenare le acque, soprattutto nel periodo autunnale ed invernale. Ne consegue che le aree permangono in un costante stato di umidità, con la formazione di invasi persistenti e ruscelli d’acqua spontanei che si fanno strada fra gli ostacoli posti dall’uomo nel quartiere. Per di più la presenza della falda di superficie finisce per intersecare il piano campagna in occasione di importanti precipitazioni. Le piogge estive invece tendono invece ad evaporare.

CRITICITÀ

Agli inizi dell’800 furono realizzati dei canali di bonifica allo scopo di prelevare le acque dai bacini naturali della Salina Piccola e drenarle nel vicino mar Grande, ma oggi risultano in pessimo stato di manutenzione e pertanto inservibili.

Ad aggravare il quadro vi è la totale assenza, nelle aree urbanizzate, di una rete di raccolta e smaltimento delle acque bianche, cui si aggiungono pendenze di terreni e piazzali realizzate in modo arbitrario e spesso proprio verso aree già critiche.

RISCHI

Nel breve periodo persisteranno fenomeni di allagamento dei piani sotterranei degli insediamenti abitativi, nel medio-lungo periodo, anche in considerazione degli eventi climatici sempre più imponenti, l’avvallamento nel quale ricade il quartiere potrebbe venire coperto interamente dalle acque (fonte: allegato ID07).

COSA OCCORRE FARE

L’intera area necessiterebbe di bacini di raccolta delle acque piovane, con relativa canalizzazione verso il mar Grande, attraverso la rimessa in pristino, in primis, dei canali già esistenti.

I COSTI

18.300.000€, senza contare le indennità di esproprio, in quanto, così come previsto all’art. 9 delle NTA della Variante, il Comune dovrebbe procedere con tale procedura solo nei casi di mancata tempestiva attivazione della “perequazione urbanistica”:

Quadro economico

Quadro economico