Allagamenti via Ancona / corso Italia, in attesa della verifica tecnica i cittadini possono chiedere i danni

Qualche giorno avevamo promesso il nostro impegno riguardo i frequenti (e puntuali) allagamenti post-piogge torrenziali in via Ancona / corso Italia, proprio all’altezza del sottopassaggio:

Abbiamo quindi effettuato le nostre verifiche riguardo lo stato di fatto. Durante il question time in Consiglio Comunale dello scorso 28 dicembre 2018 il consigliere Fornaro aveva riportato in aula quella che era la risposta ricevuta in commissione Lavori Pubblici a seguito di una sua mozione nella quale si evidenziavano possibili danni dovuti a infiltrazioni di umidità e che possano mettere in discussione la stabilità dell’edificio costruito proprio a ridosso dell’angolo già citato (civico 383 di Ccorso Italia), sul quale pare siano già presenti evidenti segni di umidità con rigonfiamenti nel muro esterno:

Il testo del documento, non leggibilissimo, è il seguente:

OGGETTO: Interrogazione Consigliere Vincenzo Fornaro – C.so Italia – riscontro

In riferimento alla richiesta così come formulata, pur non avendo in maniera specifica chiarito il sito di che trattasi, si evidenzia che il sistema di raccolta viene costantemente monitorato da questi uffici, in considerazione del vicino sottopasso.

In considerazione della presenza del richiamato sottopasso, tale punto nevralgico stradale, come la restante rete pluviale, viene costantemente monitorata e mantenuta in efficienza, non va sottaciuto che il fenomeno lamentato è dovuto in modo particolare dalla conformazione dei siti, essendo gli stessi punto di compluvio, di strade e cortili privati.

Gli attuali fenomeni metereologici (bombe d’acqua) fanno sì che l’accumularsi sulel grate delle caditoie esistenti di materiali di diversa natura (buste di plastica, resti vegetali etc…) trasportati dal ruscellamento violento delle acque, occludendo e inibendo la capacità di emungimento delle richiamate caditoie.

E’ facile comprendere che i fenomeni lamentati non sono di facile soluzione in presenza dei materiali così come riportati precedentemente, questa direzione a tal proposito è determinata alla risoluzione della prolematica affidando uno studio specifico a professionista abilitato, che valuti anche l’apporto e il contributo delle aree private sulla pubblica via.

In merito agli accertamenti puntuali su proprietà privata, qualora ricorrano le condizioni lamentate, è parere di questo ufficio che rientra nella sfera delle competenze dei privati (Amministratori Condominiali) procedere in tal senso e se si ravvisano danni richiederli nelle forme di legge.

Non pienamente soddisfatto, in consiglio comunale Fornaro ha chiesto in che maniera l’amministrazione stesse cercando di affrontare il problema, e l’allora Assessore Motolese ha confermato il problema aggiungendo che “il nostro vero e proprio nemico è l’inciviltà di alcuni concittadini”, essendo gli allagamenti provocati non dalla capacità della caditoia o per la capienza e portata del condotto dove rifluiscono le acque piovane, ma dalla presenza ad esempio di buste di plastica che otturano le caditoie stesse (qui la trascrizione integrale dell’intervento del consigliere e della risposta dell’assessore, pagine 99-100-101):

Dal nostro punto di vista, i punti più rilevanti sono tre e fanno riferimento a quanto abbiamo evidenziato in grassetto in precedenza:

  1. La responsabilità dei cittadini è concreta, così come lo è quella di chi amministra e dovrebbe provvedere alla raccolta puntuale di quelli che su sono chiamati “resti vegetali”, ovvero le foglie. Sullo stesso piano mettiamo i cassonetti lasciati aperti;
  2. Lo studio specifico affidato ad un professionista abilitato: a che punto è? Possiamo suggerire l’installazione di ulteriori caditoie, considerando anche che la strada in quel punto è ad angolo retto?
  3. Il risarcimento dei danni: in questo caso, come evidenziato, la scelta è dei cittadini. Certo ci risulta un po’ paradossale che si chieda ai cittadini di procedere con richiesta di risarcimento invece di velocizzare la risoluzione del problema, noi a nostra volta abbiamo in ogni caso richiesto ed ottenuto il supporto del Codacons di Taranto (via Medaglie d’Oro 62), a cui tutti i cittadini interessati possono rivolgersi telefonando (solo il pomeriggio) al numero 3332221788.

Vi terremo aggiornati qualora dovessero esserci ulteriori novità.

Leave a Comment.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.