L’infinita storia della Taranto Due

Una densità demografica degna di un comune a se stante eppure i servizi da quartiere dormitorio. E’ questa in sintesi la situazione della zona Taranto Due, la propaggine orientale del quartiere Salinella, che dopo gli anni dell’urbanizzazione selvaggia ed espansiva (quelli delle alterne vicende delle cooperativa omonima) oggi vive sospesa tra quello che potrebbe essere (area residenziale con ville anche storiche e cittadella dello Stato a tutti gli effetti con insediamenti di forze armate, questura, e a sud l’insediamento della nuova base navale) e quello che è (area dormitorio con pochissimi servizi, ruderi abbandonati e aree destinate a verde invase da erbacce e topi).

Un’isola in piena terra ferma, un insediamento abitativo di notevole portata con un identikit famigliare composto da giovani famiglie, accerchiato da aree demaniali, aree private abbandonate e indecenza urbana. Qui i proprietari di casa hanno pagato gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria ma hanno conquistato, solo di recente, la pulizia delle aree esterne o un contratto di servizio per la mobilità urbana.

Resta però tutto un piano di lottizzazione sospeso tra le vicende giudiziarie e amministrative dell’ex cooperativa Taranto Due e il contenzioso tra Comune di Taranto e ex imprese Caltagirone, che abbiamo provato a ricostruire in breve tramite l’immagine che vedete di seguito:

Le aree di diverso colore sono definite in base alla vecchia pianificazione, che ora dovrebbe essere stata rivista e per la quale i residenti attendono da anni un documento dall’ufficio urbanistica:

  • Area gialla – Condomini ex Caltagirone, avrebbe dovuto accogliere spazi ludico-ricreativi, parco attrezzato a verde e camminamenti;
  • Area arancione – Piastra commerciale (al momento pura utopia, data la presenza di Eurospin in via Salvatore Quasimodo e PAM in via Ospedalicchio;
  • Area viola – Rudere abbandonato di una struttura che avrebbe dovuto comprendere tre torri da 13/14 piani ad uso ufficio e che, al momento, risulta essere esclusivamente un ricettacolo di schifezze (ci risulta che sia stato chiesto dal proprietario Caltagirone il cambio di destinazione d’uso con identica volumetria, ma i residenti hanno rigettato la richiesta)

Uno dei nodi principali è proprio l’ultimo punto, con quel rudere abbandonato lì da oltre trent’anni con fondamenta profonde (pericolosissime) oggetto del contendere tra la società concessionaria del permesso a costruire e l’ente civico, una palla che rimbalza da un campo all’altro senza trovare una definitiva risposta.

Il Comune, infatti, accuserebbe l’azienda di non aver completato le attività di urbanizzazione previste da contratto e aver abbandonato tutto quell’insediamento abitativo al suo destino. D’altro canto, l’azienda si direbbe pronta a cedere al Comune il terreno di circa 3 ettari all’interno dei palazzi in questione e togliersi così il peso di una manutenzione (una aratura ogni inizio estate – ndr) forse in cambio di un cambio di destinazione d’uso per la colonna di torri da 13 piani di cui al momento esistono solo le fondamenta.

I cittadini-abitanti sono in mezzo ad assistere ad un deprezzamento totale dei propri immobili, assaliti dall’incuria e dal brutto che li circonda, il tutto con conseguenze anche al limite del ridicolo: in maniera volontaria hanno anche piantato alberi, in uno slancio di ribellione all’incuria, ma l’hanno fatto in un’area che resta privata e, dopo aver rischiato la denuncia, ora sono costretti a guardare inermi gli alberi abbattuti dal tornado dell’agosto scorso, senza poter muovere foglia.

In trappola e in attesa di una determina di consiglio comunale che dica che sarà della civiltà richiesta, tra parcheggi inesistenti, marciapiedi in cui è impossibile passare anche con un passeggino o una sedia a rotelle, non un parco pubblico, e la promessa di Giochi del Mediterraneo che punterebbero gli occhi del mondo proprio qui a riscaldare una speranza.

Il “Salinella Dog Park” si farà

Si è tenuto ieri pomeriggio, alle ore 17 al Palafiom, l’incontro da noi preannunciato sabato scorso con gli assessori Augusto Ressa e Francesca Viggiano per una verifica in loco relativa al progetto Dog Park, per il quale 701 cittadini firmarono la nostra petizione:

Con questo articolo intendiamo presentarvi il progetto da noi inviato lo scorso 22 luglio all’assessore Ressa. L’area utilizzata è quella individuata dalla particella 277 così come da documento ricevuto dal Comune di Taranto:

L’area interessata dal progetto per un Dog Park è esclusivamente quella verde – escludendo quindi quanto è già asfaltato e che potrà essere utilizzato come parcheggio. E’ di facile raggiungibilità, essendo adiacente a via Golfo di Taranto, una delle arterie principali del quartiere e della città. Abbiamo suddiviso l’area in più zone, utilizzandola tutta così da poterla recuperare e rendere totalmente fruibile dalla cittadinanza, e abbiamo riportato la nostra suddivisione in questa mappa Google Maps:

https://drive.google.com/open?id=1cC_UMHsCCkD_4CBp1wJkQm0ad6ps8tuE&usp=sharing

Il progetto, con l’obiettivo di rispondere ad un’esigenza espressa dal territorio oltre a quello di recuperare un’area che al momento è completamente abbandonata ed utilizzata come discarica abusiva, prevede la realizzazione di:

  • Una zona sgambamento per cani di taglia medio-grande;
  • Una zona sgambamento per cani di taglia piccola;
  • Un’area di transito tra le già menzionate zone;
  • Un’area da destinare a parco attrezzato con giochi per bambini e chiosco bar da affidare a mezzo bando pubblico.

A margine del progetto abbiamo inserito anche alcune note:

  • L’affidatario del chiosco bar dovrebbe mettere a disposizione acqua per i cani. Si potrebbe eventualmente prevedere anche l’installazione di distributori automatici di cibo e accessori per cani;
  • L’area dovrebbe prevedere la presenza di dog-toilette, così come quella installata ad esempio c/o Piazzetta Giacinto Spagnoletti;
  • L’area è facilmente accessibile, non essendoci al momento barriere architettoniche su via Giovanni Pugliese Carratelli (ingresso dal parcheggio del Palafiom):

  • Così come si evince dalle foto, l’area è priva di alberi che potranno essere piantati con la collaborazione dei cittadini del territorio (ad es. coinvolgendo la vicina parrocchia della Santa Famiglia e il relativo oratorio). In attesa della crescita degli alberi, l’ombra potrebbe essere realizzata con teli ombreggianti così come da foto seguente – si sconsiglia la realizzazione di tettoie in legno per evitare che possano essere distrutte ed utilizzate per altri fini:

  • La recinzione dovrebbe essere realizzata di questa tipologia, del tipo utilizzato per i campi sportivi, di altezza pari a 1,60mt e con doppio cancelletto per permettere entrata e uscita agevolate:

  • L’illuminazione pubblica va potenziata (in giallo nella foto abbiamo evidenziato gli unici lampioni presenti), dovrebbe essere di facile risoluzione essendo un lampione installato già nel terreno:

  • L’attrezzatura per l’agility potrebbe essere realizzata con l’aiuto e la collaborazione di diversi esperti qualificati nell’educazione cinofila e/o il coinvolgimento dei bambini e ragazzi del vicino Circolo Oratorio ANSPI Salinella, tramite il riutilizzo ed il riciclo (ad es. pedane, copertoni):

Il progetto sarà meglio valutato e perfezionato dagli assessori Ressa e Viggiano, con l’area che nelle prossime settimane l’area verrà pulita e picchettata.

Work in progress, quindi, con la certezza che il progetto verrà portato a termine e sarà frutto di dialogo e collaborazione tra cittadini e amministrazione.

Allagamenti via Ancona / corso Italia, in attesa della verifica tecnica i cittadini possono chiedere i danni

Qualche giorno avevamo promesso il nostro impegno riguardo i frequenti (e puntuali) allagamenti post-piogge torrenziali in via Ancona / corso Italia, proprio all’altezza del sottopassaggio:

Abbiamo quindi effettuato le nostre verifiche riguardo lo stato di fatto. Durante il question time in Consiglio Comunale dello scorso 28 dicembre 2018 il consigliere Fornaro aveva riportato in aula quella che era la risposta ricevuta in commissione Lavori Pubblici a seguito di una sua mozione nella quale si evidenziavano possibili danni dovuti a infiltrazioni di umidità e che possano mettere in discussione la stabilità dell’edificio costruito proprio a ridosso dell’angolo già citato (civico 383 di Ccorso Italia), sul quale pare siano già presenti evidenti segni di umidità con rigonfiamenti nel muro esterno:

Il testo del documento, non leggibilissimo, è il seguente:

OGGETTO: Interrogazione Consigliere Vincenzo Fornaro – C.so Italia – riscontro

In riferimento alla richiesta così come formulata, pur non avendo in maniera specifica chiarito il sito di che trattasi, si evidenzia che il sistema di raccolta viene costantemente monitorato da questi uffici, in considerazione del vicino sottopasso.

In considerazione della presenza del richiamato sottopasso, tale punto nevralgico stradale, come la restante rete pluviale, viene costantemente monitorata e mantenuta in efficienza, non va sottaciuto che il fenomeno lamentato è dovuto in modo particolare dalla conformazione dei siti, essendo gli stessi punto di compluvio, di strade e cortili privati.

Gli attuali fenomeni metereologici (bombe d’acqua) fanno sì che l’accumularsi sulel grate delle caditoie esistenti di materiali di diversa natura (buste di plastica, resti vegetali etc…) trasportati dal ruscellamento violento delle acque, occludendo e inibendo la capacità di emungimento delle richiamate caditoie.

E’ facile comprendere che i fenomeni lamentati non sono di facile soluzione in presenza dei materiali così come riportati precedentemente, questa direzione a tal proposito è determinata alla risoluzione della prolematica affidando uno studio specifico a professionista abilitato, che valuti anche l’apporto e il contributo delle aree private sulla pubblica via.

In merito agli accertamenti puntuali su proprietà privata, qualora ricorrano le condizioni lamentate, è parere di questo ufficio che rientra nella sfera delle competenze dei privati (Amministratori Condominiali) procedere in tal senso e se si ravvisano danni richiederli nelle forme di legge.

Non pienamente soddisfatto, in consiglio comunale Fornaro ha chiesto in che maniera l’amministrazione stesse cercando di affrontare il problema, e l’allora Assessore Motolese ha confermato il problema aggiungendo che “il nostro vero e proprio nemico è l’inciviltà di alcuni concittadini”, essendo gli allagamenti provocati non dalla capacità della caditoia o per la capienza e portata del condotto dove rifluiscono le acque piovane, ma dalla presenza ad esempio di buste di plastica che otturano le caditoie stesse (qui la trascrizione integrale dell’intervento del consigliere e della risposta dell’assessore, pagine 99-100-101):

Dal nostro punto di vista, i punti più rilevanti sono tre e fanno riferimento a quanto abbiamo evidenziato in grassetto in precedenza:

  1. La responsabilità dei cittadini è concreta, così come lo è quella di chi amministra e dovrebbe provvedere alla raccolta puntuale di quelli che su sono chiamati “resti vegetali”, ovvero le foglie. Sullo stesso piano mettiamo i cassonetti lasciati aperti;
  2. Lo studio specifico affidato ad un professionista abilitato: a che punto è? Possiamo suggerire l’installazione di ulteriori caditoie, considerando anche che la strada in quel punto è ad angolo retto?
  3. Il risarcimento dei danni: in questo caso, come evidenziato, la scelta è dei cittadini. Certo ci risulta un po’ paradossale che si chieda ai cittadini di procedere con richiesta di risarcimento invece di velocizzare la risoluzione del problema, noi a nostra volta abbiamo in ogni caso richiesto ed ottenuto il supporto del Codacons di Taranto (via Medaglie d’Oro 62), a cui tutti i cittadini interessati possono rivolgersi telefonando (solo il pomeriggio) al numero 3332221788.

Vi terremo aggiornati qualora dovessero esserci ulteriori novità.

Via Lago di Montepulciano, urge rivederne la viabilità

Quello in fotografia è l’incrocio tra via Lago di Montepulciano e via Candelli, teatro sabato 9 febbraio dell’ennesimo incidente stradale, tra l’altro di una certa gravità:

Senza entrare nelle dinamiche dell’incidente, è indubbia la necessità di rivedere qualcosa nella viabilità di via Lago di Montepulciano (e di un po’ tutto il quartiere).

Solo in questo punto specifico vi sono uno “Stop” la cui segnaletica orizzontale è ormai scomparsa, e vi è il tratto di strada che dal piazzale del mercato collega a via Candelli (in foto è quella con i cassonetti) che è a senso unico ma è percorso un po’ da tutti a doppio senso per accorciare.

E non solo: la stessa via Lago di Montepulciano è lunga e purtroppo percorsa ad alta velocità, comincia al Campo Scuola e finisce subito dopo la Clinica Villa Verde, dopo aver attraversato via Lago Maggiore e via Golfo di Taranto, altro incrocio pericoloso in cui si sono registrati e si registrano tutt’ora incidenti stradali e per il quale i residenti chiedono una rotatoria da anni:


Il nostro Osservatorio contatterà nei prossimi giorni l’#amministrazioneMelucci per cercare di capire cosa si può fare per risolvere questi problemi, in particolar modo considerando che in questa via il traffico veicolare aumenterà nel momento in cui verrà aperta la tangenziale che collegherà il quartiere al Ponte Punta Penna.