Il disastro dell’Oasi della Salina Piccola

È successo ieri 5 luglio nel tardo pomeriggio, diversi fuochi sono divampati nell’area dell’Oasi della Salina Piccola distruggendone in buona parte la biodiversità così come testimoniato dalle eloquenti immagini, riprese tramite drone dall’AirVid Group di Alessandro Rini (che ringraziamo). Straziante è stato vedere con i nostri occhi diverse specie di avifauna lottare nel fuoco per mettere in salvo i propri nidi:

L'Oasi a fuoco

L'Oasi a fuoco

Diverse sono state le telefonate ricevute dai Vigili del Fuoco, intervenuti immediatamente ma il cui lavoro non è stato reso facile dalla conformazione dei terreni e da diversi roghi attivi contemporaneamente in altre zone (in particolare Taranto 2 e strada interna per Talsano): a loro va il nostro più sentito ringraziamento per il loro impegno.

Quella dell’Oasi è una causa che portiamo avanti ormai da diversi anni e per la quale – lo ribadiamo ancora una volta – tre anni fa lanciammo una raccolta firme che vide 701 abitanti della città di Taranto richiedere un futuro diverso per quest’area. La petizione fu consegnata brevi manu a diversi componenti della Giunta Melucci il 5 marzo 2019 e, da allora, non ci siamo mai fermati.

Per permettere a tutti di conoscere l’Oasi abbiamo anche realizzato un sito aperto a tutti: http://oasi.salinellataranto.it

I progetti in essere per l’area sono diversi, anche considerando i prossimi Giochi del Mediterraneo che vedono la Salinella al centro della riqualificazione green dell’amministrazione Melucci: abbiamo partecipato a diversi incontri e collaborato alla progettazione del futuro “Parco del Mediterraneo” per il quale siamo in attesa di riscontri da parte del Comune di Taranto.

Per quanto possano sembrare vani gli sforzi per tutelare l’Oasi, noi non abbiamo alcuna intenzione di fermarci di fronte a questi violenti attacchi verso qualcosa che potrebbe regalare alla città di Taranto un qualcosa di meraviglioso. Abbiamo stilato un protocollo d’intesa per l’istituzione della “Rete dell’Oasi” che andrà a tutelare l’area da qualsiasi interesse alternativo alla sua riqualificazione e salvaguardia, nei prossimi giorni lo sottoporremo ad enti e associazioni che si sono già dette interessate alla firma – tra queste menzioniamo a titolo esemplificativo WWF Taranto, il Liceo Ginnasio Aristosseno, Lignum – Alberi per Taranto, le due parrocchie Santa Famiglia e Spirito Santo.

Lanciamo quindi un appello a tutte le associazioni del terzo settore: chiunque volesse entrare nella Rete, può contattarci all’indirizzo email ambiente@salinellataranto.it.

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