Zanzara tigre, quando avverrà (se ci sarà) la disinfestazione?

L’abbiamo richiesta e sollecitata direttamente all’assessore all’ambiente Viggiano almeno 20 giorni fa, lo stesso è stato fatto la scorsa settimana dal consigliere Fornaro in Commissione Ambiente – è stato chiesto al presidente AMIU di riferire su come si intende risolvere il problema – e ancora dai consiglieri Baldassari e Vietri a mezzo stampa, ma ad oggi, 30 ottobre 2018, non c’è traccia di un calendario di disinfestazione per l’invasione di zanzare in tutta la città.

Siamo consapevoli del fatto che la proliferazione delle zanzare sia dovuta ad aspetti climatici quali le temperature ancora alte e le ultime piogge che rendono il ciclo di vita delle zanzare più lungo, ma non è ammissibile che dopo quasi un mese non sia ancora stata effettuata nessuna disinfestazione.

Non se ne può più, è una situazione grave, dal punto di vista sanitario ma anche per quanto riguarda il benessere di cittadini. Non ci si può trattenere a lungo fuori casa (non vogliamo essere nei panni di soggetti allergici), i bambini non possono giocare nelle villette o nei parchi giochi, o ancora i padroni di cani sono costretti ad assistere a situazioni come queste:

Zanzare tigre su cane

Zanzare tigre attaccate al manto di un cane alla Salinella. Foto del 30 Ottobre 2018.

È un problema, tra l’altro, per il quale l’allerta era massima già a fine luglio, e che non era difficile prevedere: esistono servizi online, accessibili a tutti come ad esempio il Bollettino Meteo di Vape Foundation, che già da settimane segnalano Taranto con un punteggio di 4/4:

Zanzare Vape Foundation

L’allerta rossa per le zanzare su Taranto secondo Vape Foundation. Foto del 30 Ottobre 2018.

Zanzare legenda Vape Foundation

Vape Foundation, la legenda dell’indice potenziale di infestazione. Foto del 30 Ottobre 2018.

Rinnoviamo, quindi, la nostra richiesta all’amministrazione comunale affinché siano adottate tutte le possibili soluzioni a tutela della cittadinanza.

SONDAGGIO: quanti utenti della Salinella differenziano i propri rifiuti?

Abbiamo da poco lanciato un sondaggio anonimo tramite la nostra pagina Facebook: nelle vostre famiglie differenziate un minimo i vostri rifiuti, utilizzando quindi l’Isola Ecologica sita nel quartiere, oppure no?

Il sondaggio è anonimo, e rimarrà aperto fino a Sabato prossimo (17 Marzo), vi chiediamo di farlo girare il più possibile tra parenti ed amici residenti nel Quartiere Salinella.

Grazie a quanti ci aiuteranno 🙂

 

Qual è il futuro per l’Oasi Naturale della Salina Piccola?

Siamo convinti che a Taranto siano in pochi, tolti ovviamente gli abitanti del quartiere Salinella, a conoscere l’esistenza della palude della Salina Piccola.

Quest’area naturale, localizzata all’interno di una depressione ad Est della città e nel cuore del quartiere Salinella, era ed è tutt’oggi una delle tre saline naturali presenti nel territorio tarantino (le altre due sono la Salina Grande e le Terre Salse, queste ultime ridenominate in età moderna Palude di San Brunone e sono attualmente occupate dalla zona industriale e dal locale cimitero), vere e proprie paludi che, prosciugandosi nel corso delle estati, lasciavano sui propri fondali i sali contenuti nell’acqua.

Proprio la ricchezza di sale (definito “l’oro bianco” dell’antichità) ha creato un antico legame palude – popolazione le cui vicende storiche sono state raccolte e raccontate dai gestori del sito Perieghesis, al quale vi rimandiamo.

Ancora oggi la “nostra” palude dona scorci di bellezza che potremmo definire “da cartolina“, specialmente durante la stagione delle piogge:

(foto scattate Domenica 25 Novembre 2017 e Sabato 6 Gennaio 2018 e riproducibili citandone la fonte)

Non è altrettanto inusuale avvistare specie protette di animali, così come avvenuto lo scorso 6 Gennaio 2018 quando ci siamo imbattuti in uno splendido Airone Cenerino:

Accedendo dall’antica Via del Trullo (una strada che scorre tra il relitto della Salinella e le sedi della Questura, dei Vigili del Fuoco e del Comando della Guardia di Finanza) è inoltre possibile imbattersi in salicornie, cannucce di palude, tamerici e numerose specie rare di avifauna (il già citato Airone Cenerino, ma anche Aironi Guardabuoi e Gru) così come anfibi, rettili e insetti.

Si tratta, definitivamente e senza alcuna ombra di dubbio, di un’area ricca di biodiversità da preservare, proteggere e valorizzare a tutti i costi, alla stregua di quanto già fatto per le paludi La Vela e quella di Torre Colimena, per le quali sono state istituite riserve naturali regionali e che sono diventate sedi di importanti attività formative e ricreative, ove è possibile vivere la natura in modo sostenibile.

Sono diversi i progetti presentati per quest’area, per lo più dal WWF Taranto (di concerto con altre realtà quali ENDAS Puglia, Università Popolare Zeus, Vivere Solidale S.r.l. giusto per citarne alcune): si va dall’allestimento di giardini urbani etno-botanici – il parco “Laudato si’” – alla realizzazione di piste ciclabili che permetterebbero di raggiungere – partendo dall’antica via del Trullo – la contrada Manganecchia, la già citata Palude La Vela e le aree contigue come la pineta Cimino.

Quello del parco Laudato si’ è un progetto già previsto nell’ambito dello strumento esecutivo, piano di dettaglio dei servizi prioritari, in fase di redazione dal C.E. per dare attuazione alla Variante al PRG delle Aree Contermini al CEP Salinella approvata definitivamente con DGR nr. 128/2011 oggetto di attenzione da parte della Giunta Comunale con atto nr.151/2015 e 244/2015 per il rispetto degli adempimenti prescrittivi Regionali.

Diverse sono le lettere indirizzate alla Pubblica Amministrazione che è possibile trovare in rete riguardo questo progetto (questa del 28 Febbraio 2016, questa dell’Ottobre 2015 o ancora questa datata 8 Agosto 2014), ma ad oggi – 8 Gennaio 2018, non è dato sapere quali siano i reali progetti a tutela dell’Oasi della Salina Piccola, nonostante sul sito del Comune di Taranto siano disponibili tutti gli atti e le tavole presentate dal WWF Taranto.

E allora è proprio al Comune di Taranto, ma anche alla Provincia ed alla Regione Puglia, che rivolgiamo la nostra domanda: qual è il futuro che intendete dare a quest’area? Il progetto già c’è, a che punto è e cosa ne ostacola la realizzazione?

Ripulita l’area tra Via Mar Grande e Via Golfo di Taranto

Se seguite con assiduità il nostro blog e la nostra pagina Facebook, ricorderete sicuramente la nostra denuncia relativa al degrado nelle aree immediatamente vicine all’Isola Ecologica Salinella, in Via Golfo di Taranto, e la nostra partecipazione il 10 Agosto scorso alla trasmissione “SOS Estate” di Studio 100, durante la quale denunciammo nuovamente quello stato di degrado – oltre a diverse altre situazioni nel quartiere Salinella.

Facendo seguito a quella trasmissione, e così come concordato con il Consigliere Comunale Vincenzo Fornaro, lo scorso 5 Settembre inviammo all’Ufficio Ambientale della Polizia Municipale – e per conoscenza all’Assessore all’Ambiente e Salute Dott. Rocco De Franchi – una denuncia formale riguardo lo stato di degrado delle già menzionate aree:

Oggi, 21 Ottobre 2017, siamo lieti di potervi dire che finalmente è stata iniziata una radicale pulizie delle aree, che sicuramente sarà completata nei prossimi giorni vista la vastità dei terreni.:

All’Amministrazione Comunale e al Consigliere Fornaro va il nostro ringraziamento per aver dato seguito al nostro esposto, un piccolo passo per il ripristino del decoro di un quartiere troppo spesso dimenticato e lasciato a sé stesso.

L’Osservatorio su Studio 100 TV (SOS Estate – Reclami in TV)

Nel pomeriggio di ieri, 10 Agosto 2017, il nostro Osservatorio ha potuto partecipare – in diretta – alla trasmissione “SOS Estate – Reclami in TV” di Studio 100 TV.

Quello che segue è l’estratto della trasmissione, per la quale ringraziamo la redazione ed in particolare il Dott. Angelo Caputo. E’ stata un’importante vetrina per le testimonianze degli abitanti del quartiere.

 

La Salinella, l’erba ed i topi

Questo video riporta le mail inviate al Comune di Taranto gli scorsi 10 e 20 Luglio (ambiente@comune.taranto.it – Dipartimento “Ambiente Salute Qualità della Vita”, le cui competenze e funzioni sono riportate qui):

Abbiamo chiesto lumi riguardo la pulizia della campagna di via Mar Grande (zona evidenziata in giallo nelle fotografie allegate).

Abbiamo segnalato la presenza di zecche, di zanzare, abbiamo riportato la possibilità che qualcuno possa appiccare il fuoco appiccando un incendio in una zona nella quale c’è una piccola oasi nella quale sono presenti diverse specie animali.

Abbiamo segnalato la presenza di topi presso l’Isola Ecologica di Via Golfo di Taranto, e in tutte le mail abbiamo sempre inserito i nostri riferimenti telefonici e non.

Oggi, 28 Luglio 2017, aggiungiamo che i topi sono presenti anche nell’area (recintata) in cui ogni Domenica mattina viene organizzato il “Mercatino delle Pulci”…che a questo punto potremmo ribattezzare “Mercatino dei Topi”. La situazione è diventata insostenibile, e potete verificarlo voi stesso dando un’occhiata al video – dal minuto 2.00 sono chiaramente visibili i topi.

Chiediamo al Comune di Taranto di intervenire quanto prima nel sollecitare chi di competenza, ridando dignità ai cittadini del territorio, a chi la Domenica lavora al mercatino e chi quel mercatino lo visita, così come va data dignità a chi lavora presso l’Isola Ecologica.

Un’ultima richiesta la rivolgiamo a quanti, invece, utilizzano proprio l’Isola Ecologica come se fosse una discarica: la maggior parte dei rifiuti ripresi e mostrati nel video non dovrebbero essere lì. Mobili, frigoriferi ed altri elettrodomestici vanno smaltiti nella maniera corretta. Esiste un servizio chiamato “ritiro ingombranti”, gratuito e a cura dell’AMIU di Taranto, tramite il quale è possibile concordare il ritiro dei rifiuti cosiddetti ingombranti”. Basta chiamare il numero 800013739, e funziona: chi vi scrive lo ha utilizzato più volte.

Utilizziamolo tutti, è un nostro diritto, ma è anche un nostro dovere.

Operazione Super Santos: un successo

Questo è il risultato finale del nostro lavoro, e ne siamo più che contenti, essendo riusciti a restituire la piazzetta ai cittadini del territorio:

Proprio a loro rivolgiamo il nostro invito: adesso tocca a voi. Cerchiamo – tutti – di non sporcarlo: la mattina dopo la prima pulizia era già tutto sporco di escrementi di cani.

Basterebbe poco per mantenere questa piazzetta pulita, per far sì che sia veramente un punto di incontro per la gente del quartiere che ha voglia di fare due chiacchiere, o uno spazio aperto per i bambini affinché possano giocare spensieratamente.

Noi abbiamo fatto il nostro, ed abbiamo altre idee per migliorare ulteriormente questo spazio “bene comune”.

Collaboriamo tutti quanti affinché resti tale.

Operazione Super Santos (parte 2)

“Quando avviene l’irreparabile, tutti tentano sempre il grande sogno mai realizzato. E tutti dicevano di aver assistito a un loro cugino o amico fraterno che c’era riuscito. Questo sogno era poter con un accendino sciogliere un po’ di plastica intorno al foro sul pallone. Coprire meticolosamente il foro, quindi fargli la bucatura, come si dice per le ruote delle auto. Portare il pallone dal gommista e farlo rigonfiare. Nessuno c’è mai riuscito.”
Roberto Saviano, “Super Santos“.

Il nostro sogno continua, c’è un lavoro da finire: proseguiremo i lavori di ripristino della piazzetta tra Via Mar Grande e Via Salina Piccola (nei pressi dell’ufficio postale) anche Lunedì 17 Luglio, dalle ore 18.30 alle 21.30 circa.

C’è da finire la pulizia, e se possibile vorremmo riadattare alcune pedane per ripristinare le panchine (4 in totale) presenti nella piazzetta.

Vi aspettiamo, muniti di guanti, sacchi della spazzatura, zappe, rastrelli, se possibile un decespugliatore e buona volontà…ma va bene anche un bicchier d’acqua e un po’ d’incoraggiamento 

L’invito è rivolto a tutti coloro che vorranno e potranno collaborare.

Grazie a nome dei ragazzi dell’ OPS – Osservatorio Permanente Salinella.

Operazione Super Santos

«Il Super Santos diventava il simbolo di tutto quello che volevi fare: divertirti, stare all’aria aperta, giocare, correre… Era un modo di concepire la vita». Roberto Saviano, “Super Santos”.

Il Super Santos è uno dei palloni più utilizzati dai ragazzi di tutto il mondo per giocare per strada. Nasce nel 1962 dall’intuizione di Stefano Seno, un operaio della Mondo spa, che si ispirò alla vittoria del Brasile nei campionati del mondo.

Da allora, ha accompagnato la crescita di milioni di ragazzi: due porte realizzate con pietre o zainetti scolastici a 9-10 passi di distanza, un Super Santos e cominciavano i sogni di gloria nell’olimpo del calcio.

E’ da questo sentimento “nostalgico” che nasce l’«Operazione Super Santos»: l’idea principale è quella di pulire il parco per riportare i bambini in piazza per farli “giocare a pallone”, come facevamo noi ragazzi 10-15 anni fa. Restituire quindi gli spazi comuni ai cittadini del quartiere Salinella, protagonisti e primi attori della vita del territorio.

E’ con questo spirito che ci incontreremo Lunedì 10 Luglio alle ore 18.30, muniti di guanti, sacchi della spazzatura, zappe e buona volontà, presso la piazzetta sita tra Via Mar Grande e Via Salina Piccola (nelle vicinanze dell’ufficio postale della Salinella).

L’invito è rivolto a tutti coloro che vorranno collaborare. Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/events/145838322633032/

Grazie a nome dei ragazzi dell’OPS – Osservatorio Permanente Salinella.

Associazione Benefica Fulvio Occhinegro, una realtà tutta da scoprire

ABFO: UNA REALTÀ TUTTA DA SCOPRIRE, VANTO DEL QUARTIERE SALINELLA E DELLA CITTÀ TUTTA.

Di seguito potrete leggere l’intervista ad Andrea Occhinegro presidente dell’Associazione Benefica Fulvio Occhinegro, e al volontario Massimiliano Pagliara. Con poche risorse a loro disposizione ma armati di costanza, volontà e amore per il prossimo, questi, insieme ad altri giovani volontari, hanno dato vita ad un faro di carità nel quartiere Salinella.

1) ABFO Associazione Benefica Fulvio Occhinegro. Una delle realtà “belle” di Taranto. Nata nel 2005 e in prima linea per l’accoglienza dei più deboli e indifesi della città. Andrea, come è nata l’idea di occuparsi di questa realtà?

La nascita è legata ad un evento triste, la morte di mio padre, dopo la quale noi figli, insieme ad altri amici, fondammo quest’associazione dedicandola a lui. Partimmo da un evento luttuoso per trasformarlo in qualcosa di positivo, e la povertà è stato il nostro target. Fondamentalmente ci dedichiamo alla povertà del territorio. Se volessimo definire l’attività, quasi esclusiva dell’associazione, è quella dell’accoglienza e assistenza dei bisognosi, che siano famiglie, o persone senza fissa dimora, quelli sono i nostri campi principali. Ma non solo: quest’estate, per esempio, ci siamo dedicati anche all’aiuto ai migranti.

2) Com’è strutturata l’organizzazione sul territorio e quali sono i servizi offerti?

L’associazione possiede come unica sede operativa la ex scuola Archimede in via Lago di Montepulciano. L’organizzazione prevede l’accoglienza notturna di circa 50 persone senza fissa dimora, dalle ore 20.00 alle ore 8.00, a prescindere dall’accoglienza riservata agli extracomunitari. Abbiamo avuto periodi in cui il numero è calato, altri in cui è aumentato, ma ci attestiamo su queste medie. Parliamo dei senza fissa dimora abituali di Taranto, per i quali è prevista una cena,consistente in pasti provenienti dall’esterno attraverso una rete d’amicizia costituita da pizzerie e panifici, e in una colazione al mattino. Mentre altri servizi gratuiti come doccia, consegna di vestiario, assistenza sanitaria (alcune persone sono sprovviste anche del medico di famiglia),consulenze mediche e legali sono svolti dai volontari del centro di accoglienza notturna.

Poi ci sono servizi legati alle famiglie di Taranto, svolto attraverso la distribuzione di generi alimentari e tramite un consultorio con servizi psicologici, legali, e medici.

Non di meno offriamo anche occasioni di svago per i bambini, mediante una sala ludica, e occasioni per accrescere la propria formazione attraverso una nuova sala convegni recentemente sede di un corso di primo soccorso.

3) Massimiliano, cosa ti ha spinto a prendervi parte?

L’associazione l’ho conosciuta parecchia anni fa in maniera casuale, acquistando un paio di scarpe presso un negozio la cui titolare è una volontaria ABFO. Sia io che mia moglie siamo sempre stati portati per il sociale, pronti a dare, nel nostro piccolo, una mano alle persone che ne hanno bisogno. Ci siamo affacciati all’associazione ABFO e ci siamo accorti che realmente è un’associazione che si occupa di persone che hanno davvero bisogno. Col passare del tempo, con l’aiuto dei volontari -dico sempre che sono la nostra forza- e del presidente, abbiamo iniziato a seminare e grazie a Dio possiamo dire che oggi, grazie all’ABFO che per mia esperienza è un insieme di persone davvero disposte ad aiutare il prossimo, i primi risultati sul territorio iniziano a vedersi. E’ questo che mi spinge ancora oggi a far parte dell’associazione.

4) Andrea quali sono i fondi economici utilizzati dall’associazione?

E’ facile intuire che mantenere tutta questa “orchestra” non è semplice dal punto di vista economico, anche perchè siamo noi a provvedere alla manutenzione di eventuali guasti che,considerando una grandissima utenza, accadono giornalmente. Le fonti economiche della nostra associazione sono costituite dal 5×1000 con cui abbiamo 9000-10000 € l’anno, i quali nonostante siano una cifra importante non sono sufficienti a gestire tutto. Gli unici fondi pubblici provengono dal bando “Pronto Intervento Sociale” vinto dall’associazione qualche anno fa grazie al quale riusciamo a garantire alla città un intervento di natura sociale h24 ogni qualvolta i servizi civili del comune non sono disponibili (ad es. durante le festività, durante la notte, ecc…). Inoltre esiste una convenzione stipulata con la prefettura di Taranto, riguardante l’accoglienza degli extracomunitari, il cui termine è previsto entro il primo dicembre 2014 salvo proroghe. I fondi garantiti da tale convezione, i quali ufficialmente provengono da Roma, prevedono 27.50 €/giorno per ogni persona. Naturalmente solo una piccola quota di questa somma, pari a 2.50 €, viene percepita direttamente dagli extracomunitari, mentre il resto è desinato a tutte le cooperative e associazione, quali la caritas, aderenti alla convenzione e che devono garantire h24 tutta una serie di servizi. Ovviamente questi servizi offrono la possibilità di assumere delle persone ed è questo per me l’aspetto più importante. Difatti abbiamo potuto assumere 10-15 persone selezionate tra le famiglie povere che seguivamo, dando loro l’opportunità, per tre-quattro mesi, di ricevere un piccolo stipendio. Persone che fino al giorno prima non ricevevano nulla. Ecco come si è raggiunto un duplice scopo. Ma di fatto tutto questo è realizzato senza fondi pubblici (la convenzione con la prefettura riguarda solo l’accoglienza degli extracomunitari e non il centro di accoglienza notturno o l’assistenza alle famiglie, attività completamente gratuite). Lo dico perchè è un dato di fatto. E’ stata anche una nostra scelta quella di non ricevere fondi pubblici nonostante a livello comunale abbiano pensato che sarebbe stato giusto fornire dei contributi. Infatti facendolo gratis abbiamo la possibilità di dimostra che lo facciamo perchè lo vogliamo fare. Se ci fossero stati finanziamenti avremmo rischiato che tante altre associazione, non mosse dagli stessi fini, si sarebbero catapultate pur avere accesso a questo denaro. Basta girare su internet per farsi un’idea dei costi dei centri di accoglienza notturni come il nostro. Arrivano a costare mediamente intorno ai 500000-600000 €/anno, soldi che la città sta risparmiando.

5) Quest’estate vi ha visti protagonisti nell’emergenza immigrazione. Insieme a centinaia di volontari avete accolto queste famiglie e questi ragazzi. Come è stata strutturata l’assistenza?

Rispetto a tutte le altre strutture, come la Ricciardi o l’ex mercato del rione Tamburi, eravamo già organizzati, ed è stato un po’ più facile. Avendo dato alla Prefettura la disponibilità all’accoglienza anche di donne incinte e bambini piccoli, non abbiamo puntato sui grandi numeri, ma abbiamo cercato di garantire un certo livello di qualità, arrivandone ad ospitare 20-35 persone a differenza del grande numero di persone ospitate in altri luoghi. Senza dubbio la gestione di un così piccolo numero è stato anche più facile rispetto a tutti gli altri centri, ma non sono mancate le difficoltà avendo anche bambini di pochi mesi, nati durante il viaggio.

6) Quali altri difficoltà ci sono state?

Le donne incinte per esempio, alcune delle quali richiedevano di esser seguite attentamente dal punto di vista sanitario, con visite periodiche in ospedale, senza contare le donne che avevano minacce di aborto. Insomma, portare le gravidanze a termine non è stato semplice. In particolare ricordo il caso di una ragazza che ha partorito all’ospedale di Taranto, ma che per circa un mese è stata ospite di una nostra volontaria. Notizia che peraltro ha avuto anche risalto nazionale.

Nessuna difficoltà, invece, a collaborare con le autorità cittadine. Tranne per primi giorni in cui è scattata l’emergenza, il comune ha fornito la massima disponibilità, nonostante avessimo nostri medici e ci fossimo organizzati anche per il cibo.

7) Massimiliano, come valuteresti la risposta da parte degli abitanti del quartiere?

Molto positiva da tutti i punti di vista. Personalmente non me l’aspettavo. Le donne del quartiere che son venute per interessarsi di tutto ciò che era necessario, dal cibo all’abbigliamento, fino a prestarsi per svolgere attività varie. E col passare del tempo, c’è stata una risposta anche dei mariti venuti per chiedere se potevano essere d’aiuto all’interno della struttura e che tuttora proseguono a fornire beni presentandosi periodicamente nella struttura.

8) E la risposta da parte della Parrocchia?

Dalla parte del parroco don Pinuccio e della parrocchia Santa Famiglia c’è stata immediatamente la più completa disponibilità, soprattutto per quanto riguarda l’impianto sportivo messo a disposizione tutti i giorni per svolgere attività fisica, cosa molto gradita ai ragazzi, senza contare la disponibilità ai momenti di preghiera in struttura e la donazione di capi d’abbigliamento da parte dei parrocchiani. Importantissimi anche gli efficaci avvisi letti al termine delle messe, grazie ai quali la gente si recava a portare assistenza.

9) Andrea quali sono i progetti futuri dell’associazione?

Il nostro obiettivo sarà quello di ristrutturare meglio la sede con l’aggiunta anche di un ambulatorio medico di base entro Natale. Quando siamo entrati nel gennaio 2013, abbiamo trovato questa struttura comunale utilizzata dalla provincia come scuola, in condizione pessime: maniglie e serrature del tutto assenti, bagni che non esistevano. Il comune aiuta in minima parte intervenendo qualche volta nei lavori riguardanti il riscaldamento o l’impianto idraulico.

Inoltre vorremmo coinvolgere la parrocchia Santa Famiglia nelle attività svolte nel nostro consultorio. Se dovessero arrivare fondi europei per ristrutturare la struttura ben venga. Ma per adesso andiamo avanti così.

10) Andrea, secondo te è sostenibile questo tipo di accoglienza dedicata alle migliaia di extracomunitari diretti verso il nostro Paese?

Ti rispondo contro corrente: No, per quanto mi riguarda, il governo italiano ha fatto una serie di errori a mio avviso grossolani. A partire dalla scelta di Taranto, una città che ha già una crisi grandissima, come luogo in cui inviare migliaia di persone. Certo moltissime sono poi partite, però di fatto il governo italiano dovrebbe ricordarsi di Taranto per i problemi che ha, non solo perchè la considera strategica per il discorso industriale e per l’accoglienza degli immigrati. Ripeto, noi abbiamo dimostrato di aiutare e di voler aiutare in futuro gli immigrati poichè obiettivamente se sono persone bisognose noi siamo nati per aiutarli e li aiuteremo per tutta la vita. Però, che il governo italiano decida di riservare solo a due-tre città in Italia il compito di affrontare questa emergenza non è né corretto né giustificabile. Il problema è troppo grande per essere affrontato solo da pochissime città italiane. A mio parere, la soluzione ideale consisterebbe in un impegno da parte di tutte le città italiane, o come auspico il governo dovrebbe imporsi a livello europeo. Siccome no ha una forza tale da imporsi a livello europeo, l’Europa scarica l’Italia e quest’ultima fa queste scelte a mio avviso sbagliate . Purtroppo non credo di poter cambiare idea su questo fronte . Un conto è l’amore che noi abbiamo dimostrato non solo come associazione ma come città di Taranto, di cui dobbiamo essere orgogliosi.

11) Quale sarà il futuro delle persone ospitate nel dormitorio?

Lì ci sono problemi riguardo il loro inserimento sociale. Prima di ottenere la struttura del dormitorio seguivamo i senza fissa dimora per strada e onestamente i risultati erano estremamente ridotti (1 su 100 veniva reinserito). Fortunatamente ora la percentuale è in aumento. Grazie alla sede abbiamo seguito queste persone in una maniera più attenta e vicina rispetto al passato osservando diversi casi di persone che, prive di tutto e residenti presso la nostra struttura, si sono reinserite nella società mediante alcuni lavoretti. Tutto questo grazie all’aiuto degli amici, dei volontari e del presidente. Molte donne, ad esempio, assunte come badanti hanno avuto la possibilità di lasciare il dormitorio e trasferirsi in un piccolo appartamento in affitto. Oppure tanti ragazzi che si sono inseriti in un contesto lavorativo, come piccole ditte edili o aziende di pulizie, potendosi anche loro permettere dei piccolo appartamenti in affitto. Fra l’altro, molti di loro avevano dei diritti di cui ignoravano l’esistenza. Alcune persone avevano maturato la pensione, ma non ne erano a conoscenza ed erano costretti a vivere per strada da due o tre anni. Nel momento che le seguiamo tutti i gironi, l’aiuto non si limita al letto e a un pasto caldo. Questi sì sono aiuti importanti, ma rappresentano solo l’inizio. Standoli vicino si conoscono le loro storie e si fa di tutto per aiutarli.

12) Di cosa ha bisogno l’associazione in questo momento?

I generi alimentari a lunga conservazione sono sempre ben accetti. Purtroppo non diremo mai che è sufficiente quel che abbiamo.